Dopo la giusta chiusura per preservare la specie per i mesi di maggio e giugno, è finalmente arrivata l'agognata apertura alla pesca del persico trota! Ed anche quest'anno non mi sono fatto mancare la prima battuta a spinning al black bass nel classico laghetto non troppo lontano dalle nostre abitazioni.
Ecco a voi il racconto di come è andata.
Finalmente sembrerebbe che l'estate sia iniziata (nel senso meteorologico del termine), anche se un po' di incertezza rimane, ma con il 1° di Luglio una certezza l'abbiamo: l'apertura della pesca al famigerato persico trota, meglio conosciuto con il suo nomignolo yankee di Black Bass.
E' si. Se si è veri pescatori a spinning, l'appuntamento con il facinoroso centrarchidae non può proprio mancare nell'agenda degli appuntamenti. Il bass rappresenta il massimo per la pesca a spinning (o casting), visto che questo particolare predatore sembra gradire qualsiasi stranezza gli si materializzi davanti agli occhi. Quindi è il top per noi poveri pescatori; poveri inteso come vittime del fascino di milioni di esche dalle forme, colorazioni e movenze tra le più strane possibili e quindi vittime sacrificali della pubblicità delle maggiori case di artificiali del pianeta.
Così, trovata la serata adatta, nella ormai consueta tradizione dell'AperiSpinning, io e l'amico Ciospatito ci siamo fatti sopraffare dalla voglia di confrontarci con l'amico verdognolo americano. Appena scelta la destinazione, con la scimmia dello spinning al black bass tenacemente aggrappata alle nostre spalle, siamo partiti a velocità supersonica verso le sponde di un "segreto" laghetto selvaggio, noto (tra noi spinningofili sognatori) per le difficoltà di cattura, ma anche per la notevole taglia media degli abitanti pinnati.


