mercoledì 1 aprile 2026

Come programmare intelligentemente la propria scorta di esche artificiali? Un disinteressato consiglio sugli acquisti

 Cari pescatori, su queste pagine ho più volte affrontato l'argomento "scorta di esche", cercando di suggerire al lettore le opportune modalità con cui selezionare ed acquistare gli artificiali da mettere nelle apposite cassettine trasparenti. L'articolo più famoso della serie era basato sul gioco del filetto (cliccate il link e capirete perché), in cui davo una semplice ed intuitiva dritta per acquistare quel numero di esche artificiali sufficiente ad affrontare una sessione di pesca con la ragionevole speranza di poter insidiare il pesce in ogni situazione di acqua e di fondale. In quell'articolo le mie parole erano rivolte soprattutto ai novizi della tecnica, quindi agli spinningofili con poca esperienza sul campo e con la necessità di fare la prima scorta di artificiali senza una precisa idea del come farla. E dopo?

Come si può continuare ad acquistare artificiali senza inutili ed insensati accumuli?

Le pareti dei negozi piene di artificiali mettono sempre in crisi il pescatore
Diciamo subito che non esiste una risposta universalmente valida a questa domanda. Le continue novità lanciate sul mercato, la voglia di sperimentare cose nuove, il bisogno incontrollabile di accumulare serialmente esche artificiali di ogni tipo quando sono in sconto, sono incontenibili forze che dominano la sorte del portafogli dello spinningofilo, alleggerendolo a causa degli acquisti compulsivi di materiale. Il cercare di limitarle sarebbe una battaglia persa in partenza. Quindi lo spinningofilo furbo deve tentare di incanalare le proprie irrefrenabili pulsioni agli esborsi di denaro con un minimo di intelligenza e di razionalità, in modo da esaudire il diavolo tentatore che sussurra all'orecchio spingendolo agli acquisti, senza offendere l'angioletto che invece sta urlando a squarciagola per spingerlo a risparmiare. E deve farlo in modo tale che la batteria di risorse di artificiali subisca un effettivo miglioramento, invece che un inutile (anche se godurioso) accumulo.
Come farlo? Cambiando prospettiva sulla varietà dei modelli.
Mi spiego.

La prima fase della vita di un tipico pescatore con esche artificiali è generalmente dominata dalla voglia irrefrenabile di accumulare ogni tipologia di colore, di forma, di materiale, di dimensione, di produttore di un esca. E così il nostro amico pescatore si ritroverà cassettate di artificiali di misure, marchi, colori, materiali e dimensioni differenti, spessissimo rappresentati da un singolo esemplare per tipologia. Per capire meglio quello che intendo basta guardare la foto sotto.

Un classico "fritto misto" di esche
Si nota subito la presenza di un numero elevato di tipologie di artificiali, con pochi esemplari della medesima esca, salvo forse qualche cucchiaino simile. E' una selezione efficacie? Probabilmente si, perché offre allo spinningofilo l'opportunità di variare tecniche e modalità di pesca, quindi di affrontare con un buon numero di armi a disposizione situazioni e spot anche molto differenti. Ma è anche una selezione efficiente?
Per rispondere in modo sensato a quest'ultima domanda è necessario ragionare sulla vera e propria necessità che si deve affrontare in una sessione di pesca, sintetizzabile nella concezione dell'avere a disposizione l'artificiale giusto nel momento giusto e nel posto giusto. Cioè avere a disposizione quell'esca che nuota in quel particolare modo, con quel particolare colore e con quella particolare dimensione necessaria a stimolare l'attacco del pesce. E che, punto fondamentale, a noi piace e ci da fiducia. Ma con un fritto misto di artificiali, sullo stile della scatola fotografata sopra, siamo sicuri di assolvere a tale compito?

Per la mia esperienza, diretta ed indiretta, posso rispondere con ragionevole certezza di no. Quando negli anni si sono affrontate tante sessioni, con condizioni e pattern molto differenti, indipendentemente dal pesce che si sta cercando, la possibilità di avere una ragionata selezione di alcuni modelli di esca declinati in diverse dimensioni e colorazioni, magari anche con diverse capacità di affondamento, è la migliore opzione che un pescatore può garantirsi. Detto in altro modo: se ho un esca "modello A" in cui io credo perché ha un bel nuoto e magari mi ha permesso di fare molte catture, allora è meglio avere un modello A in colori naturali, un modello A in colori fotonici, un modello A in colori scuri, sia galleggiante che affondante, magari anche in misure differenti, piuttosto che una esca modello B scura, una modello C galleggiante, una modello D fotonica, ed una modello E naturale, anche se tutte simili tra loro nelle caratteristiche. Avere a disposizione un singolo specifico modello di artificiale in vari colori ed in varie dimensioni garantisce in pesca una superiore efficienza ed una superiore efficacia, soprattutto se su quel modello si fa normalmente affidamento.

Una selezione di hard bait degna di un "pro"
Sembra un controsenso pensare che avere a disposizione pochi modelli di artificiale dia più chance di averne cento, ma vi assicuro che quando avrete anni di esperienza alle spalle, converrete con me che l'utilizzo di poche esche valide o perlomeno nelle quali si confida, permettono risultati superiori in termini di catture. Prendete la foto sopra con otto modelli di hard bait: non dico di acquistare tutti i colori della gamma di ogni singolo modello, ma averne a disposizione tre o quattro per tipologia è una freccia in più nella faretra del pescatore. E questo vale non solo per i minnow, i crank ed i jerk dell'immagine in esempio, ma anche per tutte le altre tipologie di esche esistenti in commercio, a partire dal metallo per finire alla gomma.
Il primo immediato vantaggio si ha nella minore indecisione della scelta: troppe tipologie di esche possono creare confusione, alimentando dubbi su quale sia il nuoto o la vibrazione migliore da presentare, facendoci entrare nel turbinio del cambio compulsivo reiterato se non si incontrasse l'immediato gradimento del pesce. Il secondo è che non tutte le tipologie di esche possono essere perfettamente compatibili con la canna utilizzata, specialmente in quelle occasioni in cui si affronta una battuta di pesca con un singolo attrezzo. Il terzo è che, utilizzando uno specifico modello, diventa molto più facile comprenderne i punti di forza e di debolezza, sfruttando i primi e limitando i secondi.

Io, in prima persona, mi sono trovato spesso confuso dall'eccessivo numero di artificiali a disposizione. Nelle difficoltà passavo dal minnow al soft jerk, poi al cucchiaino, poi al crank, poi provavo con l'ondulante e poi ripartivo da capo cambiando marca e modello ed anche colore... Insomma, il troppo stroppia, diceva un illuminato detto. Invece, da quando ho ridotto il numero dei modelli di artificiali portati in pesca, la situazione è notevolmente migliorata. Posso infatti concentrarmi sull'effettuazione della scelta più giusta del colore e sul tipo di recupero più coerente con la situazione di pesca, avendo in mano la canna corredata da mulinello e monofilo più adatti a quegli specifici artificiali, con l'immediato beneficio di aver drasticamente ridotto il numero di ferrate a vuoto e di pesci persi.

Una bella selezione di soft stick bait
Quindi, tornando sul titolo del post, il mio consiglio per i vostri prossimi acquisti compulsivi è quello di valutare attentamente le esche che in pesca vi piacciono di più ed alle quali vi affidate più spesso. Da lì partire con l'intento di ampliare la gamma di colori e dimensioni a vostra disposizione, in modo da avere le vostre tackle box riempite, si, di artificiali, ma sullo stile di quella fotografata sopra, cioè con il solito modello di artificiale declinato in varie livree (e possibilmente pesi/misure).
A parte il piacere estetico alla vista di cassettine molto organizzate, la vostra efficacia in pesca migliorerà notevolmente grazie ad una selezione più efficiente degli artificiali a disposizione. La specializzazione è uno step importante della maturazione di ogni pescatore con esche artificiali. Più vi concentrerete sull'utilizzo di specifici modelli e più saprete sfruttarne le qualità intrinseche, variando solo le livree in base alla condizioni dell'acqua o dell'ambiente. E questo vale per tutte le tipologie di artificiali esistenti.

Naturalmente il concetto che la pesca non è una scienza esatta non può essere dimenticato. Ed i gusti personali vincono su tutto. Pertanto non si può considerare un errore il voler comunque acquistare ogni genere di esca artificiale e portarsi dietro ogni tipologia di aggeggio posseduto. Se vi piace fare così e siete soddisfatti dei risultati ottenuti, continuate tranquillamente a farlo, perché nessuno vi potrà mai dire che state sbagliando. Anche io, lo confesso, in qualche occasione mi porto dietro di tutto.

Resta il fatto che possedere un singolo esemplare di ogni singolo modello di artificiale (con alcuni di questi che magari utilizziamo pochissimo) rispetto ad avere a propria disposizione più esemplari dei modelli che ci piacciono, ci può esporre al banale rischio di perdere l'artificiale preferito - che magari è anche l'unico catturante - senza poterlo rimpiazzare, oppure ci può far ritrovare con il giusto artificiale per nuoto e forma, ma con un colore che non è assolutamente compatibile con le necessità in pesca. E ciò si traduce in un aumento esponenziale del rischio di riporre un altro bel cappotto nell'armadio.

Alla prossima!

---

Leggi gli ultimi articoli di Eroi dello Spinning!




Nessun commento:

Posta un commento