Cari pescatori, su queste pagine ho più volte affrontato l'argomento "scorta di esche", cercando di suggerire al lettore le opportune modalità con cui selezionare ed acquistare gli artificiali da mettere nelle apposite cassettine trasparenti. L'articolo più famoso della serie era basato sul gioco del filetto (cliccate il link e capirete perché), in cui davo una semplice ed intuitiva dritta per acquistare quel numero di esche artificiali sufficiente ad affrontare una sessione di pesca con la ragionevole speranza di poter insidiare il pesce in ogni situazione di acqua e di fondale. In quell'articolo le mie parole erano rivolte soprattutto ai novizi della tecnica, quindi agli spinningofili con poca esperienza sul campo e con la necessità di fare la prima scorta di artificiali senza una precisa idea del come farla. E dopo?
Come si può continuare ad acquistare artificiali senza inutili ed insensati accumuli?
![]() |
| Le pareti dei negozi piene di artificiali mettono sempre in crisi il pescatore |
La prima fase della vita di un tipico pescatore con esche artificiali è generalmente dominata dalla voglia irrefrenabile di accumulare ogni tipologia di colore, di forma, di materiale, di dimensione, di produttore di un esca. E così il nostro amico pescatore si ritroverà cassettate di artificiali di misure, marchi, colori, materiali e dimensioni differenti, spessissimo rappresentati da un singolo esemplare per tipologia. Per capire meglio quello che intendo basta guardare la foto sotto.
![]() |
| Un classico "fritto misto" di esche |
Per la mia esperienza, diretta ed indiretta, posso rispondere con ragionevole certezza di no. Quando negli anni si sono affrontate tante sessioni, con condizioni e pattern molto differenti, indipendentemente dal pesce che si sta cercando, la possibilità di avere una ragionata selezione di alcuni modelli di esca declinati in diverse dimensioni e colorazioni, magari anche con diverse capacità di affondamento, è la migliore opzione che un pescatore può garantirsi. Detto in altro modo: se ho un esca "modello A" in cui io credo perché ha un bel nuoto e magari mi ha permesso di fare molte catture, allora è meglio avere un modello A in colori naturali, un modello A in colori fotonici, un modello A in colori scuri, sia galleggiante che affondante, magari anche in misure differenti, piuttosto che una esca modello B scura, una modello C galleggiante, una modello D fotonica, ed una modello E naturale, anche se tutte simili tra loro nelle caratteristiche. Avere a disposizione un singolo specifico modello di artificiale in vari colori ed in varie dimensioni garantisce in pesca una superiore efficienza ed una superiore efficacia, soprattutto se su quel modello si fa normalmente affidamento.
![]() |
| Una selezione di hard bait degna di un "pro" |
Io, in prima persona, mi sono trovato spesso confuso dall'eccessivo numero di artificiali a disposizione. Nelle difficoltà passavo dal minnow al soft jerk, poi al cucchiaino, poi al crank, poi provavo con l'ondulante e poi ripartivo da capo cambiando marca e modello ed anche colore... Insomma, il troppo stroppia, diceva un illuminato detto. Invece, da quando ho ridotto il numero dei modelli di artificiali portati in pesca, la situazione è notevolmente migliorata. Posso infatti concentrarmi sull'effettuazione della scelta più giusta del colore e sul tipo di recupero più coerente con la situazione di pesca, avendo in mano la canna corredata da mulinello e monofilo più adatti a quegli specifici artificiali, con l'immediato beneficio di aver drasticamente ridotto il numero di ferrate a vuoto e di pesci persi.
![]() |
| Una bella selezione di soft stick bait |
Naturalmente il concetto che la pesca non è una scienza esatta non può essere dimenticato. Ed i gusti personali vincono su tutto. Pertanto non si può considerare un errore il voler comunque acquistare ogni genere di esca artificiale e portarsi dietro ogni tipologia di aggeggio posseduto. Se vi piace fare così e siete soddisfatti dei risultati ottenuti, continuate tranquillamente a farlo, perché nessuno vi potrà mai dire che state sbagliando. Anche io, lo confesso, in qualche occasione mi porto dietro di tutto.
Resta il fatto che possedere un singolo esemplare di ogni singolo modello di artificiale (con alcuni di questi che magari utilizziamo pochissimo) rispetto ad avere a propria disposizione più esemplari dei modelli che ci piacciono, ci può esporre al banale rischio di perdere l'artificiale preferito - che magari è anche l'unico catturante - senza poterlo rimpiazzare, oppure ci può far ritrovare con il giusto artificiale per nuoto e forma, ma con un colore che non è assolutamente compatibile con le necessità in pesca. E ciò si traduce in un aumento esponenziale del rischio di riporre un altro bel cappotto nell'armadio.
Alla prossima!
Leggi gli ultimi articoli di Eroi dello Spinning!




Nessun commento:
Posta un commento