Nel precedente articolo ho scritto per la prima volta su questo blog qualcosa a proposito della pesca a casting, confrontando in modo semi serio, ma assolutamente ragionato, le due tecniche "antagoniste" della pesca con esche artificiali, spiegando che in realtà non sono assolutamente antagoniste tra di loro, ma al contrario sono tra loro alleate ed insieme sono alleate del pescatore. Quindi mi sembra giusto dare qualche consiglio a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al magico mondo della pesca con attrezzatura da casting, in modo che compia il grande passo senza rischiare troppo in termini di parrucche e rotture di zebedei (con successivo abbandono dell'attrezzatura). Eviterò di partire dalla descrizione delle banali differenze tra le due tipologie di mulinello e tra le impugnature delle canne (internet è già pieno zeppo di scritti e video su questo), ma mi concentrerò sul fornire qualche buona dritta da pescatore che ha vissuto sulla propria pelle gli errori dovuti all'inesperienza da autodidatta.
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| Il pesce è messo a tappeto! Il casting ha la meglio sul black bass |
Cominciamo.
Nello spinning mi sono sperticato a suggerire di iniziare l'avventura con attrezzature da pochi soldi, aspettando di effettuare investimenti più importanti a tecnica acquisita. E sono ancora fermamente convinto che sia l'approccio migliore.
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| Un bel bass vittima della mia attrezzatura economica |
Il secondo consiglio lo riservo alle caratteristiche della canna: deve essere un attrezzo moderate fast con una potenza di lancio di 3/4 oz. e di lunghezza intorno ai 7'. Tradotto in italiano, una canna rapida, ma non troppo rigida, che riesca a lanciare esche dal peso intorno ai 21 grammi e di lunghezza pari a 210 centimetri. Per me è questo il miglior compromesso per iniziare l'avventura. Se invece siete già sgamati pescatori a spinning e vi piace un azione in particolare delle vostre canne, allora partite da quella caratteristica anche per la prima canna da casting, in modo che abbiate da subito un ottimo feeling in fase di lancio.
Il terzo consiglio è sul filo da caricare in bobina: un buon nylon con diametro dello 0,30. Questo perché l'utilizzo di un monofilo più morbido, meno costoso e di dimensioni generose aiuta il novizio nelle fasi di controllo del lancio e lo mette al riparo da costosi ricambi a causa di parrucche inestricabili. In seconda battuta si può usare un trecciato piuttosto spesso di diametro, facile da controllare al pari del nylon, ma che è anche indubbiamente più costoso da sostituire nella malaugurata ipotesi di un inestricabile groviglio a seguito di un lancio maldestro. Da evitare assolutamente il fluorocarbon, troppo rigido e costoso.
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| Casting, e lo estirpi da ogni dove |
Il quinto consiglio lo dedico alle regolazioni del mulinello: tenete il freno magnetico a metà della scala (o tre pin su e tre giù se centrifugo) e quello meccanico quasi tutto chiuso. Lasciate stare i consigli della taratura con l'esca che scende fino a terra e poi si ferma, tipico avvertimento che si trova ovunque. Fate invece sì che l'esca in aria stia proprio ferma, stringendo il freno meccanico quel tanto da farla rimanere immobile. Per mettere in pratica quello che intendo dire: attaccate l'esca al vostro moschettone e lasciate trenta centimetri di filo fuori dalla vetta con canna orizzontale; se l'esca scende chiudete di poco, riavvolgete fino a lasciare nuovamente trenta centimetri e riprovate; fate vari tentativi fino a quando non troverete la taratura appena sufficiente a tenere l'esca immobile. L'esca dovrà iniziare a scendere solo se alzeremo in alto la vetta con il classico movimento della ferrata, anche se più blando. I lanci iniziali saranno più corti, ma vi eviteranno un sacco di parrucche.
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Il settimo, ultimo, ma fondamentale consiglio è: tenete sempre e dico sempre il pollice a contatto della bobina. Non preoccupatevi se i primi lanci avranno una gittata di pochi metri. Abituatevi a tenere il vostro pollice appoggiato al filo ed abituatelo a conoscere le sensazioni dovute allo sbobinamento, al percepire il rallentamento del filo ed a fermare la fuoriuscita del nylon con una pressione maggiore. Richiederà il sacrificio di due o tre uscite di pesca, ma vi permetterà di arrivare prima al risultato sperato. Molto prima.
Un consiglio bonus è di effettuare le prime uscite in situazioni climatiche buone, ovvero in giornate in cui il vento è assente o debole. Proprio per avere un maggiore controllo sulla fuoriuscita del filo, un vento forte laterale o, peggio, un vento forte frontale potrebbero mettere in grande difficoltà il novizio ai primi lanci. Solo un vento forte di spalle potrebbe fornire un vantaggio, aiutando l'esca a volare lontano senza essere frenata. Quindi prestate attenzione alle previsioni meteo delle prime uscite.
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Ed ora ricapitoliamo tutti i consigli dati per rendere ancora più chiaro quello che conviene fare all'inizio dell'avventura nel mondo della pesca a casting, dando per scontato di iniziare con condizioni meteo favorevoli:
- acquistare un attrezzatura di buon livello
- utilizzare una canna da 3/4 oz. per 7' moderate fast
- caricare la bobina con un buon nylon 0,30
- utilizzare esche vicino al peso massimo lanciabile dalla canna e dal poco volume
- tenere il freno centrifugo (o magnetico) a metà ed il freno meccanico a tenere l'esca ferma
- fare lanci sotto vetta o laterali senza forzare, sfruttando la semplice spinta della canna
- tenere il pollice sempre a contatto della bobina
Seguendo queste raccomandazioni sarà più difficile trovarsi impelagati in parrucche mostruose. Qualcuna mettetela in conto naturalmente, ma se partirete con l'assetto descritto sopra, non dovreste combinare danni irreparabili e dovreste riuscire a sbrogliare le normali parrucche da principiante. Poi, mano a mano che la confidenza con l'attrezzatura da casting aumenterà, verrà naturale scendere di peso nelle esche artificiali ed aprire i freni del mulinello per aumentare la gittata. Non abbiate furia. La calma è la virtù del grande pescatore. Oltretutto stiamo entrando in un periodo in cui la pesca al persico trota sarà meno proficua, quindi iniziando nel periodo freddo avrete il tempo necessario per allenarvi ed arrivare a primavera in perfetta forma, sfruttando la prossima stagione del black bass alla grande.
Alla prossima!
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