giovedì 17 novembre 2016

Spinning alla SPIGOLA: un primo approccio alla tecnica

Cercate le giuste dritte per pescare la spigola a spinning? Volete informazioni sulla tecnica segreta specifica per il branzino? Siete curiosi di scoprire l'esca definitiva dedicata alla cattura del ragno? Vi siete stufati di collezionare cappotti su cappotti alla ricerca della splendida regina e desiderate che qualcuno vi spieghi perché? Benissimo! Siete capitati nel posto più giusto per trovare... niente di tutto ciò! No, scherzo. Approfittando di un prolungato stop personale all'attività alieutica vera e propria, ho provato a cimentarmi nella scrittura di una breve guida nella quale mi riserverò il piacere di fornire qualche semplice, ma prezioso consiglio sul come riuscire ad avere successo nello spinning alla spigola, tanto per aiutare coloro che si stanno avvicinando alla tecnica salsa (magari abbandonando per una volta l'amica acqua dolce), dotandoli così delle indicazioni basilari indispensabili ad effettuare le prime catture.
Una tipica professoressa di spinning... alla Spigola durante una lezione (purtroppo immaginaria)
Non ho la presunzione di insegnare chissà quale segreto, ma come negli articoli simili dedicati "ai primi approcci" che ho scritto sul persico trota, sul cavedano e sullo scorfano, post che hanno riscosso un discreto successo (in fondo alla pagina troverete i link), proverò a tracciare delle linee guida per facilitare l'agognato primo incontro con la spigola (anche detta branzino, ragno ecc.), enunciando alcuni principi da seguire per un positivo approccio alla tecnica specifica per questo magnifico pesce.
E per facilitare ulteriormente questo famigerato primo incontro, che come tutte "le prime volte" colorerà i vostri migliori ricordi di pesca e sarà argomento di gustosi racconti con i pronipoti, il mio primo consiglio è quello di non partire alla ricerca della spigola in mare, luogo talmente vasto e complesso che metterebbe a dura prova il vostro entusiasmo, ma di iniziare la sua ricerca nelle foci dei fiumi, ambienti più ristretti e più decifrabili per il volenteroso pescatore a spinning.
La spigola, un pesce esteticamente molto bello
Inoltre, come ho spiegato anche in altri post dedicati proprio a questo pesce ed ai quali rimando per spiegazioni più approfondite (facilmente scovabili tramite la casella ricerca qui a fianco), la foce di un fiume è di per se un ambiente validissimo per la pesca in assoluto, in quanto rappresenta l'incontro/scontro tra acqua dolce e salata ed è quindi un notevole punto di rottura alla monotonia della costa, soprattutto se ci troviamo ad affrontare quei lunghi litorali sabbiosi come possono essere ad esempio quelli della mia Toscana e delle zone in cui vivo.

Fatte queste doverose premesse, buttiamoci a capofitto in questa meravigliosa avventura!

ATTREZZATURA

Come ho scritto anche nelle altre occasioni, spero che voi lettori sappiate già cosa sia la pesca in generale, lo spinning in particolare e magari siate già in possesso di una attrezzatura minima per poter pescare.

Se invece, cari lettori, non avete ancora comprato nulla oppure volete semplicemente essere tranquillizzati sulla bontà di quanto avete già acquistato senza avere la minima idea di quello che stavate facendo, posso dirvi che per praticare lo spinning alla spigola con soddisfazione è - almeno inizialmente - sufficiente possedere una canna da 210 cm con azione parabolico progressiva e una potenza di lancio 7-15 g, in abbinamento ad un mulinello di misura non eccessiva (basta contenga in bobina almeno 120 metri del classico nylon 0,25), che sia fluido ed abbastanza veloce. In sintesi, si potrebbe dire una prima attrezzatura all-round tranquillamente valida per il black bass.

Se invece siete completamente a digiuno di cosa voglia dire pescare a spinning... ahi, ahi ahi... Un po' di ricerche sul presente blog, su internet o (meglio) quattro chiacchiere con qualcuno che già pratica questa splendida tecnica di pesca, probabilmente vi renderà tutto molto chiaro. Quindi, cari voi, non vi abbattete e... arrangiatevi un pochino. Le basi (e qui si parla proprio di basi basi) vanno conosciute, almeno per comprendere a pieno il presente post.
La taglia media delle catture potrebbe non discostarsi molto da questa
Tornando all'attrezzatura sopra descritta da me... Pensate che sia troppo piccola e sottodimensionata? Avete paura di iniziare a fare lo sci d'acqua alla prima ferrata o di spezzare il fusto in carbonio della vostra canna alla prima fuga del pesce?
Non vi preoccupate. Purtroppo non sarà così. La taglia media delle catture (almeno nella mia Toscana) non si discosterà molto dalla spigola fotografata qui sopra e nel caso in cui riuscirete ad agganciare il pezzo più bello (cosa che naturalmente vi auguro di tutto cuore), una frizione ben tarata vi metterà in grado di avere la meglio nel combattimento, visto che il branzino non è un pesce annoverato tra i più difficili da gestire nella lotta. Naturalmente il nylon, i nodi e tutto il resto dovranno essere di buona qualità ed a prova di tenuta.

Se poi potrete mettere in campo da subito il trecciato, il fluorocarbon, un mulinello ultraleggero ed ultra scorrevole e canne top di gamma tanto meglio per voi, logicamente. Ma se non possedete già cotanto materiale, non fatevi un immediata malattia dell'attrezzatura "migliore", visto che dovrete ancora iniziare a conoscere questo nuovo mondo. Sarà l'esperienza sul campo a suggerirvi il meglio per voi, in base agli spot di volta in volta affrontati ed alle preferenze personali in pesca.

A complemento di canna e mulinello è bene avere a disposizione anche un bel guadino per il salpaggio del pesce, una buona e luminosa torcia da testa e possedere degli stivali a coscia (o waders) che sono un validissimo ausilio in quelle occasioni nelle quali gli spot (vedi foci lungo le spiagge) premettono di entrare con sicurezza in acqua.
Naturalmente, ben custodito nel bagagliaio della vostra macchina, portatevi sempre dietro un bel cambio d'abiti. Non si sa mai.
Una spigola di taglia media catturata con gomma e testina piombata

ESCHE E MINUTERIA

Sistemata la questione attrezzatura, si entra nel meraviglioso e sterminato mondo delle esche artificiali, popolato da forme, dimensioni, colori e materiali di ogni ordine e grado. Da dove partire? Quali acquistare? Andranno bene quelle che ho già? Forse...
In linea di massima, un minnow è un minnow, un jerk è un jerk, un ondulante è un ondulante, quindi se nelle vostre plano sono già presenti (anche se destinati a trote, cavedani, black bass ecc.) avrete già a disposizione una buona base dalla quale partire.
Naturalmente, visto l'ambiente che andrà affrontato, accertatevi che siano tutti artificiali armati con ami od ancorotti resistenti al sale e nel caso non lo fossero l'acquisto di ami specifici è sicuramente un buon investimento da fare, pena l'obbligatoria sostituzione per corrosione dopo poche uscite o, anche peggio, la perdita di un bel pesce per sottovalutazione della corrosione degli ami a causa della ruggine.
"Ma tutta la gomma con cui ho riempito le mie plano dedicate al bass? Le diffusissime soft baits possono essere utilizzate anche in mare?" mi chiederete allarmati. Certo che si. Anzi, in più di un occasione potrebbero rivelarsi ancora più efficaci delle più classiche esche rigide.
Ma andiamo per gradi.

Facciamo finta di non avere ancora acquistato nulla e di trovarci per la prima volta in un negozio a decidere cosa portare a casa per affrontare la sfida con la spigola. Personalmente (e sottolineo personalmente) mi concentrerei su alcune tipologie di esche specifiche che fra poco vi dirò, tanto per avere un minimo lotto di partenza che copra comunque buona parte delle occasioni di pesca che dovremo affrontare.

Partendo dall'hard (e con questo intendo le esche rigide, quindi rimettete dentro la vostra lingua trombina in attesa delle luci rosse) artificiali come i jerkbait ed i minnow rientrano perfettamente nella categoria delle esche specifiche per la spigola e quindi, se non si possedessero, meritano sicuramente l'acquisto. Le misure valide ad iniziare sono comprese tra i 5 ed i 9 cm, più che sufficienti per affrontare l'ambiente salmastro della foce, con pesi giustamente commisurati alla canna che si possiede. Per la scelta dei colori rimando alla regola generale che prevede di premunirsi almeno di livree naturali (muggine, maccarello ecc.) ed appariscenti (firetiger, giallo fluo ecc.), tanto per avere a disposizione un minimo di alternative a seconda delle condizioni dell'acqua e della luce.

Sempre parlando di esche rigide, specificamente di quelle in metallo, non sarebbe male avere a disposizione dei classicissimi ondulanti, perfetti per i lanci controvento ed ottimi nei recuperi in piena corrente, magari in quelle occasioni nelle quali si pesca dopo un piena. Naturalmente anche i metal jig potrebbero assolvere egregiamente la medesima funzione (anche se generalmente hanno un prezzo di acquisto decisamente più elevato), quindi non rimane che scegliere quale delle due tipologie di esche metalliche piace di più e procedere al loro acquisto.
Una selezione minima di esche per la spigola
Nel soft, cioè il regno della gomma, la scelta è infinitamente più ampia ed orientarsi è veramente molto difficile. Per facilitare il compito di una prima scelta, vi consiglio di acquistare degli esemplari di gomme a coda timonata (o a martello o paddle che dir si voglia) ed a coda liscia, due categorie di esche che emettono vibrazioni molto differenti e che nuotano anche in due modi molto differenti, garantendo così al pescatore un ampia gamma di recuperi possibili. Per le misure ed i colori vale il medesimo discorso delle esche rigide fatto poco sopra.
In quanto al peso ed agli inneschi delle gomme, all'inizio conviene affidarsi al classico che più classico non si può: la testina piombata. Sia con le code timonate che con le code lisce, la testina piombata offre una sicura efficacia in fatto di lancio e di recupero dell'esca, nonché di presa sulla bocca del pesce. Gli unici accorgimenti sono quelli di un innesco fatto a regola d'arte (quindi senza storture nel corpo della gomma e con l'amo ben in vista) che permetta alla gomma di vibrare liberamente (perciò senza ingessarne troppo il movimento) e di un peso commisurato alla potenza di lancio della canna.
Nella foto poco sopra si vede un esempio di selezione minima ed essenziale di esche, dure e morbide, per iniziare con fiducia l'avventura alla ricerca della spigola.

Una zona di foce con luci artificiali, posto ideale per la pesca della spigola

GLI HOT SPOT PER LA SPIGOLA

Come anticipato ad inizio articolo, in questo scritto parleremo in particolare della zona di foce, luogo che risulta da sempre tra i migliori hot spot per la pesca della spigola. Le regine sono infatti solite penetrare all'interno dei fiumi o dei fossi, anche per vari km, inseguendo i branchi di novellame che risalgono la corrente od alla ricerca della minutaglia che staziona all'interno degli stessi.
Naturalmente ogni foce ha le sue caratteristiche specifiche ed il pescatore dovrà prima di tutto valutare con attenzione il luogo affrontato, cercando quei segnali che indicano la presenza del predatore e che sono generalmente individuabili osservando la superficie dell'acqua. Sarà proprio il punto dove l'attività della spigola è visibile che dovrà essere affrontato per primo, facendo naturalmente attenzione a raggiungere la posizione di lancio nel modo più silenzioso ed invisibile possibile.

Nel caso l'attività predatoria fosse del tutto inesistente, il gioco si farà duro e sarà il nostro "senso spigoloso" a doverci suggerire i punti precisi nei quali pescare. Non lo avete ancora sviluppato?!? Siete in ambasce? A questo punto vorreste giocare il jolly chiedendo un aiutino da casa o comprando una vocale? Tranquilli. Eccomi qui apposta per voi.

Partite sempre dall'idea che la spigola è un pesce predatore, lunatico ed imprevedibile, meteoropatico e sfuggente, ma è sempre un predatore e quindi come tale andrà trattato. Analizzate l'acqua e l'ambiente in cui scorre, ricercando quelle zone nelle quali un pesce può sensatamente sferrare attacchi alle prede in relativa sicurezza, cioè quei luoghi ottimi per tendere agguati ed al contempo validi come comodo rifugio. Pertanto scogli, pontili, tronchi, canneti, banchi di alghe sono tutti punti caldi dove l'incontro con il branzino è sempre molto probabile e dai quali conviene partire in questi momenti di calma piatta. Occhio anche ai giri di corrente, alle zone in cui frangono le onde del mare in risalita, ai vortici di flusso ed a tutti quei fenomeni visibili sull'acqua che potrebbero indicare una condizione nella quale un piccolo pesce foraggio potrebbe trovarsi in difficoltà rispetto ad un corpulento, forzuto e sgamato predatore.
Facile no?!?
Uno schema esemplificativo delle possibili posizioni della spigola

Va da se che per le caratteristiche proprie della specie, sulla presenza della spigola nei luoghi di pesca possono influire molteplici fattori - tra tutti la marea - ma in più di un occasione è capitato di effettuare ottime catture in condizioni che non si sarebbero mai giudicate tra le migliori. Quindi abbiate sempre fede durante la sua ricerca: afferrati i concetti di base, vi verrà naturale pescare (e magari catturare) qualche bel esemplare in ogni condizione di luna, marea, pressione, moto ondoso, vento ecc. ed in qualsiasi stagione dell'anno vi troviate. Ed il bello è che proprio in quei momenti "fuori dagli schemi" il peso della cattura potrebbe essere addirittura più elevato. Quindi lasciamo, almeno in queste primissime esperienze, le masturbazioni mentali su astri e meteorologia a tempi più maturi.

Sopra mi sono cimentato in un piccolo disegno per cercare di esemplificare in modo semplice ed intuitivo i punti più interessanti dove cercare la nostra amica regina.

LE BASI DELLA TECNICA

Eccoci arrivati al punto cruciale: la tecnica di pesca. Tanto per dare uno schema di base alla presente questione ed al fine di semplificare al massimo una cosa che richiederebbe tomi di trattazione, dividerò in sole due le possibili occasioni che ci troveremo ad affrontare in pesca e che ho già accennato poche righe sopra: giornata con spigole in caccia; giornata senza alcun movimento visibile.

Con spigole in attività penseremo di aver svoltato la nostra giornata ed immediatamente lanceremo, con grande arrapamento proprio sopra le cacciate sentendo già la botta in canna ed il puzzo di pesce nelle mani. Facilissimo pescare in queste situazioni, verrebbe da dire e pensare. Niente di più sbagliato purtroppo.
E' vero che in rare situazioni sarà facile catturare a ripetizione, con il pesce che si lancerà all'attacco di ogni cosa giunta in acqua (e qui avremmo davvero risolto tutti i problemi), ma in altre occasioni (purtroppo la maggioranza) si potrebbe rimanere tristemente a bocca asciutta, frustrati dal vedere continue bollate del pesce senza però sentire nemmeno un piccolo morsetto ai nostri artificiali. Impossibile? Niente è impossibile nella pesca.

In alcune situazioni (i moschisti sanno bene di cosa parlo) il pesce diventa altamente selettivo ed aggredisce solo quel tipo di preda, ignorando tutto il resto. In queste particolari condizioni il pescatore dovrà essere molto bravo a scegliere l'esca - morbida o rigida - selezionando quella che sarà più simile alle prede cacciate ed inoltre dovrà essere anche molto bravo ad imitarne il nuoto. Se lo spinningofilo riuscirà a fare questo, la giornata potrebbe tramutarsi in qualcosa di memorabile.
Spigola catturata su mangianza in ambito portuale
Con spigole non attive la situazione si fa logicamente più complessa visto che non ci saranno nemmeno le coordinate geografiche ad indicarci il punto preciso dove staziona il predatore e tantomeno la confortante certezza che tale predatore effettivamente è presente sul luogo. Quindi, da dove partire?

Nel disegno che ho fatto sopra, nel quale ho cercato di fornire un idea delle possibili posizioni della spigola all'interno della foce, ho indicato gli spot che conviene affrontare con perizia ed attenzione lanciandoci ripetutamente le nostre esche, con l'accortezza di non insistere però per troppo tempo nel medesimo spot, alternandolo quindi ad altre postazioni vicine o lasciandolo quieto per vari minuti, magari riposandosi, rifacendo il nodo al moschettone (un operazione troppo spesso sottovalutata) o visualizzando il nuovo filmatino porno arrivato sulla vostra chat di amici. In molte occasioni di pesca l'avere successo dipende dal non metterci troppa foga e dal non disturbare eccessivamente l'habitat nel quale il predatore e soprattutto i predati si stanno muovendo.

In questi casi, che vengono classicamente denominati "pesca in caccia", personalmente preferisco iniziare dalle esche rigide e più precisamente dall'utilizzo: del jerk, per affrontare la superficie ed il primo strato d'acqua; del minnow, per scandagliare gli strati più profondi, fino addirittura a strusciare sul fondale (se il luogo lo permette).
Poi, se non ottengo alcun risultato, al secondo giro nelle medesime postazioni passo all'utilizzo delle gomme che permettono di effettuare recuperi più lenti, mantenendosi però sempre molto sinuose e adescanti. Anche in questo caso, variando il peso dell'innesco, andranno effettuati recuperi sia in superficie che sul fondo ricercando il pesce ad ogni profondità.
Le gomme, tra le altre cose, offrono l'indubbio vantaggio di assorbire economicamente meglio l'eventuale perdita per incaglio quando si scandagliano ostacoli sommersi o quando si affrontano zone d'acqua molto intricate nel sotto sponda. Ed alla lunga è un grande pregio.

Ricapitolando: se la spigola è presente ed attiva, il segreto risiede nell'imitazione del pesce foraggio; se non si ha la certezza della sua presenza, allora conviene applicare le regole generali della pesca a spinning, trattando il branzino come tratteremmo altri predatori d'acqua dolce (ad esempio il persico trota). Questa mia è certamente una indicazione di massima fin troppo semplicistica, però è un punto da cui partire per riuscire a decifrare le varie situazioni che si possono presentare in pesca.
Sarà comunque fondamentale mantenere la calma, anche in caso di assoluta mancanza di abboccate, cercando di variare velocità e modo di recupero della medesima esca piuttosto che farsi trascinare nel turbine del cambio di artificiale ad ogni lancio. Lasciatevi guidare dall'istinto e confidate nella vostra scelta, pescando con convinzione e tenacia, anche se l'acqua di fronte a voi sembrasse priva di ogni forma di vita.
State sicuri che prima o poi il colpo secco susseguente alla predata del branzino verrà a svegliarvi.
Selfie d'obbligo a ricordo di una notevole cattura

CONCLUSIONI

Siamo arrivati in fondo a questa piccola serie di consigli per aiutare il novello pescatore a spinning d'acqua salsa a raggiungere il primo incontro con la spigola. Spero che quanto scritto serva veramente ad aprire la via per questa nuova esperienza con un pesce che reputo tra i più belli presenti nelle acque del nostro vituperato mare. E come tale, nonostante le sue carni siano molto apprezzate, vi pregherei di continuare ad operare un corretto catch & release, in modo da preservare il più possibile la specie. Anzi, visto che di pescatori poco rispettosi purtroppo il mondo è ancora pieno, fate proseliti sul suo rilascio e sorvegliate i luoghi obiettivo delle vostre uscite, denunciando alle competenti autorità l'eventuale presenza di strumenti di pesca di frodo.

Per finire un ultima raccomandazione: nei mesi freddi la spigola si riproduce e pertanto, sempre con il fine di preservarne la specie, sarebbe bene sospenderne la ricerca da Dicembre a Marzo.

In bocca alla spigola!
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2 commenti:

  1. Grande Davide! bell'articolo. Poi non siamo piu' tornati a serra....qs estate per me e' da dimenticare, sono andato pochissimo e ho preso meno del solito (che e' difficile visto che cappotto sempre).

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    1. Ti ringrazio! Effettivamente non siamo più andati a serra, ma anche io ho ripreso le canne in mano solo dalla scorsa settimana. Speriamo in questo scampolo di Settembre e soprattutto in Ottobre di rifarci, magari con tanto di interessi.

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