lunedì 3 agosto 2026

Ferie d'agosto. Godiamoci un po' di pesca lontano dal web.

 Siamo finalmente arrivati ad agosto, che per molti di noi significa anche l'arrivo delle ferie e quindi il tanto sospirato momento in cui potersi godere le proprie passioni. Una volta si diceva che l'estate portava la bella stagione e quindi offriva grandi opportunità per svolgere divertenti attività all'aperto: bel tempo, giornate lunghe, possibilità di riposarsi e ricaricarsi per vivere al meglio le proprie vacanze e godersi gli agognati momenti di libertà. Ovvero il periodo perfetto per andare a pescare. Oggi purtroppo non è più così. Le temperature sono spesso eccessive ed a causa di questo fattore il riposo notturno non è sempre garantito, cosicché la spossatezza è diventata la sensazione più frequente in queste terribili giornate dominate dal sole cocente e dall'umidità fuori scala. Le belle estati di una volta, purtroppo dobbiamo prendere atto, non esistono più. Io, ad esempio, l'ultima pescata che ho fatto è quella a trote di oltre due mesi fa, che ho poi raccontato in questo post. Non ho più avuto il coraggio di toccare le canne, nemmeno nell'orario dell'aperispinning, visto che comunque sul termometro l'indicazione è sempre stata oltre i 30°, anche alle 19 di sera. Una vera follia! E pensare che attendevo con ansia giugno e luglio per poter fare qualche pescata serale sfruttando al massimo l'ora legale.

Però, nonostante questo, è giusto comunque prendersi una pausa, da tutto. Anche dalle cose piacevoli, ma che essendo ripetitive, ricordano una routine tipicamente invernale, come ideare e scrivere un articolo. Quindi sul blog non pubblicherò più nulla, almeno fino a settembre, con la speranza di poter raccontare qualche bella avventura agostana. E se in agosto non troverò comunque il coraggio di fare pescate, mi auguro che con l'arrivo del nono mese del calendario, le temperature subiscano un deciso crollo e torni piacevole trovarsi sulle rive di un lago o su uno scoglio di fronte al mare a lanciare come non ci fosse un domani.
Nel frattempo, leggete i miei consigli sul come sopravvivere a pesca con questo caldo e godetevi canne, mulinelli ed esche "in prima persona", non solo ammirando i filmati dei noti youtuber italiani o stranieri. Ogni lasciata è persa!

Buone ferie a tutti!

mercoledì 29 luglio 2026

Mare in Toscana, inquinamento oltre i limiti nel 50% dei punti monitorati

 Notizie non troppo buone per la Toscana, oggi riportate da Il Tirreno sulle sue pagine. Per comprenderlo, basta aprire il link che conduce all'articolo relativo ai campionamenti fatti da Goletta Verde.

Da quanto viene riportato dalla fonte, in particolare nella provincia di Livorno, su sei punti campionati in totale, i risultati del monitoraggio decretano quattro punti entro i limiti: la foce del fiume Cecina a Marina di Cecina, la foce unica dei fossi di Mola, in località Mola nel comune di Capoliveri, il fosso della Madonnina in località punta della rena a Portoferraio, la foce del fosso Galea la Pila nel comune di Campo nell'Elba. Gli altri due punti sono la foce del fosso/scarico Salivoli a Marina di Salivoli nel comune di Piombino risultato fortemente inquinato e la spiaggia presso il moletto del pesce in località porto a Marciana Marina risultato inquinato.

Considerato che la foce del fiume in cui pesco normalmente (a parte in quest'anno molto particolare) è rientrata nei limiti, devo ritenermi soddisfatto. Sono invece deluso dai risultati delle altre zone della Toscana in cui i limiti sono superati, anche di molto. Peccato. Di anno in anno sembra che la situazione sia piuttosto arenata ed i problemi noti da anni persistano. Riusciremo un giorno a darci una regolata?

Intanto il clima lo abbiamo già cambiato.

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giovedì 9 luglio 2026

RecFishing: un altra invenzione per rendere la pesca ancora più complicata

 Cari pescatori marini, dopo il censimento obbligatorio da rinnovare ogni anno, il nostro ministero (con la complicità dell'Europa) ha introdotto questo nuovo obbligo per la pesca sportiva e ricreativa in mare: installare un applicazione sul proprio smartphone per comunicare i pesci catturati durante una battuta di pesca, con tanto di foto, posizione geografica, attrezzatura usata e misura del diametro del proprio scroto. Evviva! Finalmente possiamo dire di avere toccato il fondo. Era l'ora.

Certo, rispetto all'allarme iniziale susseguente la notizia dell'introduzione di questo nuovo obbligo sono stati fatti alcuni passi indietro nelle richieste. Inizialmente sembrava infatti che dovessero essere comunicate obbligatoriamente anche le catture di ghiozzi e bavose fatte dai bimbi al mare d'estate. Ma si sa, le leggi che provengono dai nostri governi difficilmente sono chiare all'entrata in vigore. Fortunatamente per noi, dopo la pubblicazione della "Nota esplicativa del 28.04.2026", la drammatica novità si è un po' ridimensionata come impatto sul mondo della pesca. Comunque resta una bella rogna per numerosi pescatori marini.


Chiariamo subito una cosa: i pescatori a spinning da terra non hanno alcun obbligo inerente l'app in oggetto. Mentre l'obbligo ricade su coloro che lo praticano a bordo di un natante e catturano, anche incidentalmente, una di queste quattro specie: tonno rosso, pesce spada, alalunga e lampuga. Infatti la nota del ministero specifica che "le persone fisiche, di età maggiore ai 16 anni, che praticano la pesca sportiva o ricreativa subacquea o mediante l’impiego di unità da diporto, devono anche registrarsi tramite l’applicazione RecFishing" e che "La dichiarazione delle catture delle specie, di cui alla precedente lettera a), deve essere effettuata prima del rientro in porto e, in ogni caso, non oltre le ore 23:59 del giorno in cui è avvenuta la cattura". Insomma, una bella rottura di cazzo, soprattutto per coloro che organizzavano stagionalmente le classiche pescate in barca alla ricerca delle lampughe.

Vi consiglio di leggere quanto scritto sul portale della FIPSAS o direttamente sulla pagina del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, tanto per rimanere aggiornati sull'evoluzione di questo ulteriore obbligo che, se tanto mi da tanto, prima o poi ricadrà su tutte le teste di noi poveri pescatori e magari per tutte le specie marine esistenti. Insomma, non si può più stare tranquilli.

Alla prossima (stronzata)!

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venerdì 12 giugno 2026

Estate a pescare, col caldo non scherzare! Consigli preziosi sul come difendersi dall'anticiclone africano

 Eccoci finalmente arrivati al periodo estivo, una stagione in cui tutto sembra più bello e tutto sembra possibile, grazie alle giornate più lunghe, al cielo più sgombro dalle nuvole, alle belle fanciulle che si svestono ed alle agognate ferie che si stanno avvicinando sempre di più. E' quindi anche il momento in cui, molti di noi, riescono a trovare il modo di godere di qualche bella battuta di pesca usufruendo del maggiore tempo a disposizione, magari grazie al sole che tramonta dopo le 20 o magari proprio grazie alla pausa annuale dal proprio quotidiano lavoro. L'unico inconveniente, acuitosi in questi ultimi anni caratterizzati dal cambiamento climatico, è il possibile scontro con condizioni atmosferiche proibitive dovute all'eccessivo calore, una situazione che troppo spesso viene sottovalutata anche dai pescatori adulti grandi, grossi e vaccinati. Vediamo di dare qualche suggerimento per non farsi cogliere impreparati.


Le vostri fidanzate-mogli-compagne vi diranno subito che il miglior modo di non avere problemi è quello di starsene a casa a godersi l'aria condizionata o, ancora meglio, di accompagnarle al mare per farsi un bel bagno rinfrescante ed una riposante dormita sotto l'ombrellone. Okay, probabilmente hanno ragione loro. Ma se in questi due o tre mesi estivi si hanno effettivamente le poche opportunità di dedicarsi alla pesca, allora è giusto farlo. Anzi, da pescatore appassionato asserisco che è obbligatorio farlo.
Perciò ecco i miei consigli per godersi l'azione di pesca cercando di limitare la sofferenza ed i rischi da eccessiva calura.

mercoledì 20 maggio 2026

Arriva la Primavera e si rinnova l'appuntamento con il salmone italiano. Bentornata cara cheppia!

 Primavera, condizioni metereologiche in veloce miglioramento ed un idea fissa in testa: sfruttare le lunghe giornate per godere della pesca a spinning anche nei ritagli di tempo. Tempo ritagliato in quelle due ore scarse che dividono l'uscita dal lavoro dalla cena, un periodo comunque sufficiente a permettermi di raggiungere vari spot di pesca utili a soddisfare le mie voglie di pescatore. E visto che la stagione è quella giusta e di anno in anno è tradizione dedicargli almeno un uscita, ho riservato un classico aperispinning alla mitica Alosa Fallax, il Clupeidae più noto con il nome di cheppia. Un pesce meraviglioso, stagionale per le nostre acque, amato ed odiato da tutti i pescatori che utilizzano esche artificiali perché può riservare al contempo epiche pescate, di quelle che alimentano meravigliosi racconti ai propri nipoti, o terribili cappotti, talmente duri da subire che avremmo difficoltà pure a confessarli al parroco di fiducia.

Non avendo una specifica attrezzatura dedicata, proprio perché personalmente la vado a ricercare solo una o due volte in un anno, in questa occasione ho semplicemente utilizzato quello che abitualmente dedico alla ricerca del cavedano, ovvero una manciata di esche artificiali formata da cucchiaini rotanti, ondulanti e qualche minnow. Anche perché, detto tra noi, nel caso il clupeidae non fosse stato presente, mi sarei potuto divertire con qualche bell'attacco del ciprinide.

Premessa fatta, passiamo al racconto della pescata vera e propria, così potrò fornirvi qualche spunto per un eventuale vostra uscita. E se non ne aveste abbastanza, di spunti intendo, vi rimando anche a questo post che scrissi qualche anno fa.

giovedì 7 maggio 2026

Il torrente incantato. Prima uscita annuale di spinning alla trota in un ambiente magico.

 Finalmente torno a scrivere di un ora spensierata di pesca passata con le gambe nell'acqua, dedicata questa volta al mitico salmonide abitante dell'appennino Tosco Emiliano, cioè la meravigliosa trota fario. Grazie ad una gitarella fuori porta in compagnia dalla gentile signora, il vostro eroe Darth Waders (nella cui bauliera non manca mai una attrezzatura da spinning per ogni evenienza) non si è fatto sfuggire l'occasione di bagnare i propri stivali a coscia e le proprie esche nelle fresche acque di un piccolo torrente appenninico, tanto per fare un apertura tardiva al selvatico pesce puntinato.

Una nuova splendida avventura 
Occasione che si è concretizzata poco dopo l'ora di pranzo, in quel frangente giornaliero in cui la digestione richiede un tributo in sonnolenza (per lei), da combattere efficacemente con qualcosa che mantenga attivi i neuroni del cervello, ovvero godere della propria passione per lo spinning (per lui). E così, lasciata la dolce metà a godersi la natura comodamente sdraiata all'ombra degli alberi su un accogliente asciugamano, il vostro eroe ha indossato gli stivali a coscia, il suo vetusto gilè già dotato della minima selezione di esche ed ha armato la sua fida due pezzi per iniziare l'avventura in un piccolo torrentello poco distante dalla zona del picnic. Inutile sottolineare la bellezza di un piccolo corso d'acqua che scorre placido sotto una foresta verde e profumata, lontano dal caos della civiltà.
Bando alle ciance. Partiamo con la narrazione della pescata.

martedì 21 aprile 2026

Street fishing a Cecina: un comodo itinerario per pescare il cavedano

 Finalmente torno a parlare di itinerari e lo faccio sfruttando una serata in cui mi sono dedicato allo spinning al cavedano nel tratto cittadino del fiume Cecina praticando il modaiolo "street fishing", anche se in questo caso non è inteso nel senso più stretto del termine. Parlo infatti del tratto del fiume che scorre nella periferia nord della cittadina, situato tra i due ponti più importanti per il traffico su strada e su rotaia di Cecina, cioè il ponte sull'antica via Aurelia (che lo delimita ad est) e quello della ferrovia tirrenica (che lo delimita ad ovest), una zona di fiume di circa trecento metri di lunghezza un tempo molto conosciuta dai pescatori toscani in quanto era dedicata alle gare di pesca al colpo. Benché i fondali non siano più quelli, la corrente non sia più la solita, l'alveo sia molto cambiato, in sintesi il fiume Cecina non sia più il medesimo rispetto a quegli anni, rimane comunque un ottimo spot per incontrare il nostro amico cavedano, soprattutto quando si ricercano le taglie "big".

Una foto di qualche anno fa nel tratto in questione
Una delle caratteristiche che rende questo spot interessante per noi pescatori è la comodità, in quanto si può tranquillamente parcheggiare l'auto quasi sulla riva del fiume, sia che si parli della sponda nord, sia che si parli della sponda nell'abitato di Cecina sul lato sud (se osservate la foto sopra, si notano chiaramente i palazzi), anche se in questo caso c'è da fare un piccolo sacrificio scavalcando un muretto. Non solo: per il pescatore a spinning è interessante soprattutto per la pezzatura dei pesci che si possono incontrare, mediamente simile a quella del pesce fotografato sopra, quindi più che sufficiente a farci divertire come matti. Negli anni, infatti, questo tratto di fiume mi ha permesso di fare catture di tutto rispetto anche in quelle fugaci pescate ante cena o ante pranzo, lunghe poco più di un ora, che piacciono tanto a me. In primavera ed in autunno il numero di pesci catturati diventa più consistente, ma in linea di massima questo posto può riservare grandi sorprese in ogni stagione dell'anno, naturalmente adattando la propria tecnica alla specifica situazione.

mercoledì 1 aprile 2026

Come programmare intelligentemente la propria scorta di esche artificiali? Un disinteressato consiglio sugli acquisti

 Cari pescatori, su queste pagine ho più volte affrontato l'argomento "scorta di esche", cercando di suggerire al lettore le opportune modalità con cui selezionare ed acquistare gli artificiali da mettere nelle apposite cassettine trasparenti. L'articolo più famoso della serie era basato sul gioco del filetto (cliccate il link e capirete perché), in cui davo una semplice ed intuitiva dritta per acquistare quel numero di esche artificiali sufficiente ad affrontare una sessione di pesca con la ragionevole speranza di poter insidiare il pesce in ogni situazione di acqua e di fondale. In quell'articolo le mie parole erano rivolte soprattutto ai novizi della tecnica, quindi agli spinningofili con poca esperienza sul campo e con la necessità di fare la prima scorta di artificiali senza una precisa idea del come farla. E dopo?

Come si può continuare ad acquistare artificiali senza inutili ed insensati accumuli?

Le pareti dei negozi piene di artificiali mettono sempre in crisi il pescatore
Diciamo subito che non esiste una risposta universalmente valida a questa domanda. Le continue novità lanciate sul mercato, la voglia di sperimentare cose nuove, il bisogno incontrollabile di accumulare serialmente esche artificiali di ogni tipo quando sono scontate, sono tutte incontenibili forze che dominano la sorte del portafogli dello spinningofilo, alleggerendolo a causa degli acquisti compulsivi di materiale. Il cercare di limitarle sarebbe una battaglia persa in partenza. Quindi lo spinningofilo furbo deve tentare di incanalare le proprie irrefrenabili pulsioni agli esborsi di denaro con un minimo di intelligenza e di razionalità, in modo da esaudire il diavolo tentatore che sussurra all'orecchio spingendolo agli acquisti, senza offendere l'angioletto che invece sta urlando a squarciagola per spingerlo a risparmiare. E deve farlo in modo tale che la batteria di risorse di artificiali subisca un effettivo miglioramento, invece che un inutile (anche se godurioso) accumulo.
Come farlo? Cambiando prospettiva sulla varietà dei modelli.
Mi spiego.

lunedì 9 marzo 2026

Argine del fiume a Cecina, cantieri bloccati senza autorizzazione.

 Purtroppo sono stato buon profeta...

Come temevo, visto che negli anni la storia mi ha insegnato ad essere piuttosto pessimista sulle tempistiche delle opere pubbliche, il cantiere che vede protagonista la foce del fiume Cecina si è arenato, esattamente come la speranza di noi pescatori di poter tornare a pescare in questo famoso spot in breve tempo. Sulle pagine de Il Tirreno si trova infatti un articolo dedicato al blocco delle opere per mancanza di autorizzazioni. In effetti erano diverse settimane che, ad occhio, non si percepiva un effettivo avanzamento dei lavori in questione.

Foto da Le Bellezze della Toscana

"L’opera – fanno sapere dal Comune di Cecina – è completata all’80%». Per poter concludere, se non ci sono intoppi e se il meteo sarà clemente, servirebbero circa altri due mesi di tempo tuttavia «per poter proseguire c’è bisogno di un’autorizzazione della Regione». Che non è chiaro quando arriverà." questo è quanto si può leggere sull'articolo che si trova a questo link.

Insomma, notizie non proprio rassicuranti per noi pescatori, soprattutto pensando al fatto che stiamo entrando nel momento migliore per la pesca a spinning, cioè la primavera, portatrice delle amiche spigole e dei rissosi pesci serra, nonché delle mitologiche lecce che nei momenti giusti non è difficile trovare in caccia alla bocca del fiume. Si profila quindi una stagione di pesca completamente persa in uno degli spot più proficui per i cecinesi. Ma anche dal punto di vista turistico l'aver eliminato per oltre un anno gli ultimi cinquecento metri abbondanti di passeggiata lungo il fiume, lasciando al contempo alla vista dei passanti transenne, lamiere, erba incolta, bagni chimici e mezzi d'opera parcheggiati, non è sicuramente un gradevole biglietto da visita per Marina di Cecina.

Non ci resta che incrociare le dita. Alla prossima.

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giovedì 5 marzo 2026

Il perfetto alloggio per chi ha voglia di affrontare una avventura di pesca sulla Costa degli Etruschi

 Avete voglia di visitare la Costa degli Etruschi?

Avete voglia di venire a pescare nello splendido mare della provincia di Livorno? O magari nei selvaggi torrenti della provincia di Pisa?

Avete voglia di farvi qualche bel giro turistico, magari in moto, sulle Colline Metallifere tra Volterra, San Gimignano e Massa Marittima?

O cercate semplicemente un po' di tranquillità dal caos quotidiano? Bene, permettetemi di fare un po' di pubblicità sul mio blog (a me stesso).

Se volete intenzione di passare qualche giorno nelle mie zone, allora vi comunico che potrete farlo alloggiando presso un grazioso bilocale nel tranquillo centro storico di Montescudaio (PI), delizioso paese situato sulle colline vicine a Cecina (LI), distante circa 15 minuti dalle attrezzate spiagge di Cecina Mare (LI) e circa 30 minuti dalla bellissima Volterra (PI).

L'appartamento è composto da due stanze su due livelli, con 3 posti letto, televisore, lavatrice, aria condizionata in camera da letto e la possibilità di usufruire di una stanza aggiuntiva come ricovero per biciclette od attrezzature varie (tipo bellyboat, batteria di canne e cassettate di esche). Ha l'ingresso indipendente ed un tipico terrazzino che si affaccia sul tranquillo centro storico del paese.

Viene affittato nei mesi estivi, periodo: Giugno - Settembre. Si possono però valutare altri periodi con un congruo anticipo.

Per vedere l'annuncio completo basta cliccare sul link di Subito.it

Sconti per tutti i pescatori! E se vi interessa, vi posso accompagnare sugli spot giusti.


Se volete qualche informazione al volo, chiedete nei commenti.

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martedì 17 febbraio 2026

Il nuovo insostituibile gadget per il pescatore a spinning!

 Finalmente è arrivato! Era tanto tempo che si sentiva il bisogno di questo fantastico gadget, da molti reclamato a gran voce perché assolutamente irrinunciabile per il pescatore a spinning moderno. Dopo l'incredibile successo avuto al Pescare Show 2026 tenutosi a Rimini, da oggi è finalmente disponibile in tutta Italia isole comprese!
Il mitico gadget è comodamente acquistabile nei migliori negozi di pesca al modico prezzo di €.149,99. Si, avete letto bene: solo cento quarantanove e novantanove!

Però fate molta attenzione: siccome mi sento generoso ed in vena di fare grandi regali a tutti gli appassionati, ai primi dieci commenti sotto questo post che riporteranno correttamente la frase sconto "Dart, sei il migliore pescatore a spinning che si sia mai visto" il gadget verrà spedito all'incredibile prezzo di €.9,90!!! Non perdete tempo. Ogni secondo è prezioso.

Una simile occasione non vi capiterà mai più.

A breve usciranno le incredibili edizioni "Darth Waders vincitore al Bass Master Classic", "Darth Waders umilia Sampei", "Darth Waders cattura Moby Dick" ed una versione limitata (solo per adulti) vibrante: "Darth Waders sostituto perfetto per quando siete a pesca". Arriveranno a breve anche i seguenti irrinunciabili accessori: bass boat a pile ricaricabili telecomandata; boccia di vetro con scimmie di mare pescabili; canna laser luminescente con effetti sonori; kraken in elastomero da 30 cm per giocarci in compagnia femminile. E siamo solo all'inizio!

martedì 10 febbraio 2026

Rapala Fat Rap "made of balsa"

 Alzi la mano chi non ha mai acquistato un esca Rapala. Nessuno? Ne ero certo. Perlomeno tutti coloro che hanno alle spalle più di venti anni di pesca a spinning non possono non aver posseduto un artificiale ideato dal mitico Lauri Rapala. Almeno un classico contdown c'è stato sicuramente nelle scatole zeppe di esche. E ciò è incontrovertibilmente dimostrato dal fatto che molti "anziani" pescatori chiamano rapalino qualsiasi minnow abbiano tra le mani, anche di altri marchi. Vi confesso che per me il Rapala era l'artificiale "regalo di Natale", nel senso che da giovane pischello squattrinato chiedevo che mi venisse fatto trovare sotto l'albero, perché con la mia paghetta settimanale potevo acquistare solo i più economici cucchiaini. E poi, una volta scartato il pacchetto con un bel sorriso stampato in viso sognante mirabolanti catture, lo utilizzavo pochissimo per paura di perderlo attaccato a qualche ramo di albero o a qualche troiao sul fondo. Tanto è vero che alcuni esemplari sono arrivati praticamente intonsi addirittura fino ad oggi. Una di queste mitiche esche di casa Rapala è proprio il Fat Rap, un artificiale meraviglioso che - aimè - non viene più prodotto, ma che ha ancora una notevole efficacia.

Rapala Fat Rap SFR-5

Il mitico Rapala Fat Rap nella colorazione più aggressiva

A prima vista

Il nostro amico viene (anzi, sarebbe meglio dire veniva) venduto nella classica scatolina rettangolare che conosciamo tutti, con il nome ben stampigliato sulla confezione, con le caratteristiche peculiari elencate chiaramente e soprattutto con l'importante indicazione di essere fatto in balsa. La sua misura standard è di 5 cm. di lunghezza per 7 g. di peso, quindi un esca leggera, ma compatta, che permette lanci molto lunghi a dispetto della sua dimensione. Sotto l'occhiello frontale presenta una tipica paletta trasparente, piuttosto piccola e ricurva. Rapala offriva l'ampio spettro di colori tipico delle sue esche, quindi un buon numero di livree a disposizione del pescatore. Per me, le più efficaci in anni di pesca sono state la semplicissima S, la FT della foto e la GFR. E' un tipico shallow crankbait, ovvero un artificiale galleggiante e paffutello che nel recupero affonda circa un metro sotto la superficie, con un movimento di scodinzolio molto stretto ed una capacità di tornare a galla pari a quella di un tappo di sughero, con l'idrodinamica tipica di un artificiale fatto in legno, cosa ormai sempre più rara (e preziosa).

venerdì 23 gennaio 2026

La spiaggia de "Le Gorette": un itinerario per chi ricerca l'avventura con i cefalopodi

 Metà Gennaio, freddo intenso ed alta pressione che insiste sopra le nostre teste da giorni, perlomeno di chi abita nelle zone costiere della provincia di Livorno. Ciò significa avere mare calmo e limpido e poche chances di effettuare catture di pesci squamati e ben pinnati. Benché in realtà non sia proprio così, come ho già scritto sul blog in varie occasioni, per avere maggiori possibilità di sentire qualche essere vivente attaccato alla propria esca artificiale la via più semplice da seguire è quella dell'eging, visto che ai nostri amici cefalopodi - soprattutto le seppie - le condizioni atmosferiche suddette sono particolarmente gradite. Pertanto mi pareva interessante suggerire ai lettori un valido itinerario di pesca situato entro il confine del comune di Cecina. Tale luogo è precisamente ubicato nel tratto di mare che va dalla foce del fiume omonimo alla punta di "Capocavallo" ed è conosciuto come "Le Gorette".

La nostra amica seppia
Raggiungere il luogo di pesca è facilissimo (sotto potete trovare il punto su maps) in quanto basta seguire le indicazioni per Cecina Mare e poi quelle specifiche per la spiaggia de Le Gorette. La strada, ben illuminata, costeggia la spiaggia medesima ed offre molto spazio per poter parcheggiare comodamente la propria auto (questo solo in inverno, ovviamente). Appena scesi dalla macchina, percorsi non più di trenta metri, ci si ritrova già in grado di effettuare i primi lanci. L'arenile, come si vede anche dalla foto sopra, non è formato da sabbia fine, ma da ghiaia più o meno grossa.

Il mare però, passato giusto il primo metro dalla battigia, ci presenta un fondale sabbioso compatto e di bassa profondità. E' appunto il luogo ideale per incontrare la nostra furba e sfuggente amichetta. Il top di performance nell'eging lo si può raggiungere nelle serate in cui spira una leggera tramontana od un teso grecale, momenti in cui il mare diventa assolutamente piatto e l'acqua rimane cristallina.

lunedì 15 dicembre 2025

Con il cefalopode nel mare, sarà per tutti un bel Natale. Tanti auguri a tutti!

 

Care pescatrici e cari pescatori, anche quest'anno siamo giunti ai fatidici giorni di Natale e quindi siamo anche vicini a godere di qualche giorno di ferie per ricaricare le batterie dopo vari mesi di duro lavoro. Pertanto è il momento buono per scrivere una bella letterina a Babbo Natale chiedendo di ricevere tanti bei doni, ma anche l'occasione per tornare un po' sulle rive di fiumi, laghi, torrenti o mare per dedicare qualche ora del nostro tempo alla passione della pesca.

Personalmente "mi sto pescando addosso", visto che le limitazioni di cui ho scritto in questa pagina del blog mi hanno impedito di praticare la pesca come ho abitualmente fatto negli inverni passati. In effetti, salvo l'occasione aperispinning dell'altra sera, o per meglio dire aperieging, erano più di quattro settimane che non prendevo la canna in mano. Speriamo di riuscire a ricavarsi un bel pomeriggio da poter dedicare completamente alla pesca, dolce o salata che sia, tra auguri parentali, pranzi parentali, cene parentali, regalie parentali, visite parentali e varie occasioni parentali sparse. Ne avrei proprio un grande bisogno.

mercoledì 3 dicembre 2025

Le tre esche indispensabili per il cavedano, senza le quali non uscirei nemmeno di casa

 In questo secondo articolo sulle tre esche artificiali che ritengo insostituibili per un determinato pesce (potete leggere il primo appuntamento dedicato alla spigola qui) illustrerò la selezione relativa all'amico cavedano, il mitico ciprinide compagno di mille avventure di pesca di noi spinningofili italici. Un amico che però si rivela spesso stronzetto, perché non sempre è propenso ad attaccare il nostro artificiale che gli nuota davanti al muso, soprattutto quando si sta parlando di esemplari di tutto rispetto in termini dimensionali, ovvero dei famigerati "cavedanonni". Cosciente di questo, durante le uscite che gli dedico, non mancano mai dentro alle mie cassettine i tre tipi di artificiale che fra poco elencherò.

Un bel cavedanello stanato in una zona di calma
Che si parli di inverno, di estate, primavera od autunno, il nostro amico è sempre li a nuotare nell'acqua e quindi disponibile a farci divertire, a patto di indovinare la giusta esca nel giusto momento. Le tre esche che elencherò poco sotto mi hanno sempre dato un egregio sostegno in ogni stagione di pesca ed in ogni condizione atmosferica. Certo, colori e dimensioni andranno variati a seconda delle specifiche condizioni che ci troveremo di volta in volta ad affrontare, ma in linea di massima questi tre artificiali sono un buon talismano contro il malefico cappotto, nemico indiscusso del povero pescatore.

Bando alle ciance. Mi sono dilungato anche troppo. Ecco a voi i tre misteriosi articoli.

martedì 4 novembre 2025

Iniziare a pescare a casting. Consigli utili per appassionarsi alla tecnica senza impigliarsi nelle parrucche

 Nel precedente articolo ho scritto per la prima volta su questo blog qualcosa a proposito della pesca a casting, confrontando in modo semi serio, ma assolutamente ragionato, le due tecniche "antagoniste" della pesca con esche artificiali, spiegando che in realtà non sono assolutamente antagoniste tra di loro, ma al contrario sono tra loro alleate ed insieme sono alleate del pescatore. Quindi mi sembra giusto dare qualche consiglio a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al magico mondo della pesca con attrezzatura da casting, in modo che compia il grande passo senza rischiare troppo in termini di parrucche e rotture di zebedei (con successivo abbandono dell'attrezzatura). Eviterò di partire dalla descrizione delle banali differenze tra le due tipologie di mulinello e tra le impugnature delle canne (internet è già pieno zeppo di scritti e video su questo), ma mi concentrerò sul fornire qualche buona dritta da pescatore che ha vissuto sulla propria pelle gli errori dovuti all'inesperienza da autodidatta.

Il pesce è messo a tappeto! Il casting ha la meglio sul black bass
In fin dei conti, avere a disposizione più "armi" sulle quali contare non può che essere un vantaggio per il furbo pescatore, soprattutto quando si stanno affrontando situazioni complicate e spot molto pressati. Ed in aggiunta al fattore pratico, lo sperimentare qualche nuova tecnica non può che far aumentare il divertimento di un appassionato di pesca con esche artificiali. Con me è stato proprio così. Anni fa, stufo di vedere sul mitico catalogo di Bass Pro Shops le foto dei "pro" americani con questo strano aggeggio in mano, mi decisi a fare l'acquisto e provare questa nuova avventura. E così ho sperimentato decine di parrucche che manco una drag queen in preda a folli manie di protagonismo avrebbe pensato di indossare, ho recitato divine commedie di moccoli da far impallidire Dante più Virgilio con il resto di Beatrice ed ho financo spezzato una canna illudendomi di utilizzarla come fosse una vera spada laser! Ma poi, nonostante tutto, non sono più tornato indietro.

Cominciamo.

venerdì 17 ottobre 2025

Casting vs Spinning: scontro finale!!! Ecco quale è la migliore delle tecniche

 Care lettrici, cari lettori, è giunta l'ora di affrontare la discussione delle discussioni nel mondo delle esche artificiali, discussione vissuta intensamente soprattutto nella branca della pesca al persico trota o black bass che dir si voglia, ovvero è meglio avercelo davanti o piuttosto didietro? Il mulinello rispetto all'impugnatura della canna, si intende. O anche detto in altro modo, meglio avercelo sopra o sotto il fusto? O in modo ancora più chiaro, esaustivo e tecnico (e serio): è meglio utilizzare l'attrezzatura da casting o l'attrezzatura da spinning? Un argomento complesso che richiederebbe milioni di precisazioni affinché si possa valutare con estrema accortezza e si possa rispondere in modo definitivo a tale complicata domanda che da decenni accende colorite discussioni tra pescatori.

Spinning o casting? Questo è il dilemma
In questa sede cercherò, come del resto ho sempre fatto, di affrontare l'argomento nel modo più imparziale possibile, elencando pregi e difetti di una tipologia di attrezzatura rispetto all'altra, cosicché ognuno possa farsi una propria opinione senza condizionamenti di sorta. E per farlo in modo chiaro che più chiaro non si può, sul ring di "Eroi dello Spinning" farò salire le caratteristiche principali dell'attrezzatura per la pesca con esche artificiali round dopo round, assegnando la vittoria per ogni ripresa allo spinning od al casting a seconda delle peculiarità che ritengo vincenti, con tanto di spiegazione del perché. Le idee ed i pensieri da me espressi saranno assolutamente personali, quindi indubbiamente opinabili.

Prima di suonare il gong partiamo con due opportune precisazioni: il confronto tra le due tecniche è basato sull'idea di un impiego nel bassfishing, visto che di fatto questo "scontro" di pensiero è nato proprio tra i bassari del vecchio continente. Ma in linea di massima quello che esporrò di seguito è estendibile anche alle altre branche della pesca con esche artificiali, partendo dalla pesantissima pesca al luccio per arrivare alla leggerissima pesca in torrente alle trote. Inoltre, in considerazione del confronto tra i mulinelli, intenderò l'utilizzo di un "low profile", ben più diffuso rispetto al più particolare mulinello rotondo o round (parlando di pesca a casting).

venerdì 3 ottobre 2025

Il famigerato laghetto de "Lo Scornabecchi": black bass alla riscossa nella Val di Cecina!

 L'estate è ormai finita, la temperatura sta calando, le belle ragazze si stanno rivestendo, ma fortunatamente stiamo entrando in uno dei periodi più proficui per la pesca in generale e per lo spinning in particolare. Ecco perché mi piace segnalare un itinerario di pesca a me vicino (ed a me caro), in cui ho vissuto bei momenti di pesca: il famoso laghetto de Lo Scornabecchi, già conosciuto come Cava del Nencini (o almeno così era nominato negli anni novanta), una cava perfetta per la pesca a spinning situata nelle prossimità dell'abitato della località Fiorino, nel comune di Montescudaio (PI), poco distante dalla periferia di Cecina.
Un laghetto che ha attraversato negli anni momenti di vera gloria seguiti poi da momenti di profondo oblio. A testimoniare i primi ci sono molti filmati reperibili su YouTube girati da bassman di fama nazionale (tipo Max Mughini) che mostrano proprio queste acque, anche se apertamente non lo dicono. Poi negli ultimi anni, diciamo gli ultimi sette od otto, trovare qualche pescatore a lanciare i propri artificiali in queste acque è stato rarissimo. Perché?
Finalmente persico trota!
Nessuno lo sa con precisione. Forse la fine di una moda, forse il minor fascino esercitato dalla pesca al persico trota, forse il drammatico calo delle catture registrato dopo la grande piena del fiume Cecina di una decina di anni fa o magari l'insieme dei fattori suddetti, più altri a me sconosciuti, ha portato questo laghetto ad essere quasi del tutto dimenticato dai pescatori. Talmente tanto dimenticato che le sue rive si sono riempite di canne, rovi ed arbusti così fitti ed intricati che era quasi diventato impossibile accedere a postazioni di pesca sfruttabili.
Ma da quest'anno fortunatamente qualcosa è cambiato e spero di fare una cosa gradita agli spinningofili lettori dando qualche dritta su questo luogo in particolare.

mercoledì 17 settembre 2025

Torniamo sul perfetto abbigliamento del pescatore a spinning: meglio il gilè o la tracolla?

 Molto spesso si sottovalutano i complementi dell'attrezzatura da spinning, preferendo concentrarsi su artificiali, canne e mulinelli. E questo perché la soddisfazione nell'acquisto di questi elementi in particolare è sicuramente superiore a spendere i propri soldini in buffetteria o altri oggetti "di contorno" che riempiono meno le fantasie del pescatore. Ed invece questi ultimi sono fondamentali per riuscire a portare a compimento battute di pesca proficue. Un componente appartenete alla categoria degli oggetti che riempiono poco le fantasie dei pescatori è senza dubbio quello che ci permette di trasportare il necessario per pescare, ovvero quel contenitore utile a portarsi dietro le numerose scatole belle farcite di artificiali e tutto il resto degli ammennicoli più o meno utili di cui uno spinningofilo non può fare a meno. Ma quale forma deve avere questo componente? E quale delle forme è la migliore per il povero pescatore a spinning?

Borsa o gilè? Questo il dilemma
In questo post cercherò di elencare pregi e difetti di due articoli che possono definirsi fondamentali per il pescatore a spinning, ma che appunto accendono poco la sua fantasia, ovvero la borsa ed il gilè per trasportare esche e minuteria, oggetti assolutamente indispensabili quando le battute di pesca sono affrontate a piedi. E lo farò in modo che il lettore possa farsi un idea più precisa sulla questione e sia poi in grado di decidere in autonomia quale delle due configurazioni sia per lui più adatta. Allerta spoiler: per me, avere entrambe le opzioni a propria disposizione non sarebbe una cattiva idea.
Ma andiamo per ordine.

lunedì 1 settembre 2025

Pescare alla foce del fiume Cecina? Amarcord di un covo di pescatori che non esiste più

 Al rientro dalle ferie, già in preda ad un po' di nostalgia delle piacevoli giornate di relax passate in spiaggia, dopo aver attraversato più volte il ponte di Marina di Cecina per andare al mare, mi viene la voglia di riscrivere due righe su un argomento che ho già trattato in passato, in altri post scritti qui sul blog, ovvero quello che rappresentava la foce del fiume Cecina per noi pescatori. Girellando sul web ho scovato ultimamente un portale denominato Bellezze della Toscana dove sono raccolti vari scatti della mia splendida regione e che vi invito a visitare (sia il sito di foto che la Toscana). Tra i vari book fotografici divisi per località ce n'è uno dedicato esclusivamente a Marina di Cecina, con numerosi scatti effettuati proprio alla foce del fiume e che ritraggono come era una volta questo posto amato da tutti i pescatori cecinesi (e non solo da loro, ovviamente). Insomma, si vede il "covo" fotografato prima della costruzione del nuovo porticciolo turistico.

La vecchia foce del fiume Cecina vista dal ponte di Marina di Cecina
Visto che non è facile trovare immagini di questo particolare luogo sul web, mi sembrava interessante ed illuminante condividerne alcune, tanto per far conoscere a tutti coloro che non l'hanno mai vista di persona, o che nel frattempo se la sono dimenticata, come si presentava la zona di foce anni fa. Anche perché si fa presto a perdere la memoria dei luoghi visitati nel passato, visto che si può perdere il ricordo addirittura di quelli frequentati abitualmente, soprattutto quando ci si abitua a vederli sotto una diversa veste per vari anni consecutivi. Ed infatti molti cecinesi si sono già dimenticati lo storico aspetto del luogo.
Non certo i pescatori però, che invece rimpiangono ancora la connotazione che la foce aveva un tempo.

Comunque ecco una selezione di scatti, per me esaustiva, a dimostrazione dello sconvolgimento subito dal luogo e che da testimonianza della presenza cospicua di pescatori che frequentavano la foce in un qualsiasi giorno della settimana. Basta aguzzare la vista.