giovedì 9 luglio 2026

RecFishing: un altra invenzione per rendere la pesca ancora più complicata

 Cari pescatori marini, dopo il censimento obbligatorio da rinnovare ogni anno, il nostro ministero (con la complicità dell'Europa) ha introdotto questo nuovo obbligo per la pesca sportiva e ricreativa in mare: installare un applicazione sul proprio smartphone per comunicare i pesci catturati durante una battuta di pesca, con tanto di foto, posizione geografica, attrezzatura usata e misura del diametro del proprio scroto. Evviva! Finalmente possiamo dire di avere toccato il fondo. Era l'ora.

Certo, rispetto all'allarme iniziale susseguente la notizia dell'introduzione di questo nuovo obbligo sono stati fatti alcuni passi indietro nelle richieste. Inizialmente sembrava infatti che dovessero essere comunicate obbligatoriamente anche le catture di ghiozzi e bavose fatte dai bimbi al mare d'estate. Ma si sa, le leggi che provengono dai nostri governi difficilmente sono chiare all'entrata in vigore. Fortunatamente per noi, dopo la pubblicazione della "Nota esplicativa del 28.04.2026", la drammatica novità si è un po' ridimensionata come impatto sul mondo della pesca. Comunque resta una bella rogna per numerosi pescatori marini.


Chiariamo subito una cosa: i pescatori a spinning da terra non hanno alcun obbligo inerente l'app in oggetto. Mentre l'obbligo ricade su coloro che lo praticano a bordo di un natante e catturano, anche incidentalmente, una di queste quattro specie: tonno rosso, pesce spada, alalunga e lampuga. Infatti la nota del ministero specifica che "le persone fisiche, di età maggiore ai 16 anni, che praticano la pesca sportiva o ricreativa subacquea o mediante l’impiego di unità da diporto, devono anche registrarsi tramite l’applicazione RecFishing" e che "La dichiarazione delle catture delle specie, di cui alla precedente lettera a), deve essere effettuata prima del rientro in porto e, in ogni caso, non oltre le ore 23:59 del giorno in cui è avvenuta la cattura". Insomma, una bella rottura di cazzo, soprattutto per coloro che organizzavano stagionalmente le classiche pescate in barca alla ricerca delle lampughe.

Vi consiglio di leggere quanto scritto sul portale della FIPSAS o direttamente sulla pagina del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, tanto per rimanere aggiornati sull'evoluzione di questo ulteriore obbligo che, se tanto mi da tanto, prima o poi ricadrà su tutte le teste di noi poveri pescatori e magari per tutte le specie marine esistenti. Insomma, non si può più stare tranquilli.

Alla prossima (stronzata)!

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