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mercoledì 8 dicembre 2021

Autocostruire (o meglio assemblare) un esca: un modo furbo per riciclare vecchi artificiali nella pesca a spinning

 Oggi parliamo di autocostruzione, anche se sarebbe più corretto dire assemblaggio, visto il meraviglioso suggerimento che vi darò a breve. Alzi la mano chi non conosce i famigerati Rapala (o Vibrax) Minnow Spin!? O magari quei cucchiaini che il bisnonno conservava gelosamente nella cassetta della pesca, fatti da una paletta argentata, il corpo in metallo ed un pescetto in gomma a coprire l'ancoretta? Davvero non li conoscete? Beati voi, perché significa che siete proprio giovani, allora. Meno male che c'è il vostro attempato Darth Waders a ricondurvi sulla retta via dello spinning "classico". Fate una ricerca sul web e cercateli, così avrete un idea molto più chiara di quello che fra poco vi suggerirò di fare. Non volete farlo? Mi arrendo. Guardate sotto.

Il minnow spin (sotto) ed il cucchiaino con tanto di pescetto

Qualche pescatore sgamato o qualche costruttore di lungo corso forse avrà già intuito quello che nelle prossime righe vi svelerò. Il suggerimento è semplice, forse banale, ma credo sinceramente che a qualcuno farà molto comodo riceverlo, così potrà destinare ad una nuova vita alcune vecchie esche consunte, rotte o trovate sulle rive del fiume, invece che accompagnarle gentilmente al bidone della spazzatura. Curiosi?

mercoledì 17 marzo 2021

Autocostruzione: vale davvero la pena costruirsi gli artificiali? Vizi e virtù del fai da te.

 Eccoci arrivati ad un dilemma che coglie impreparate le menti di molti pescatori a spinning italici e non solo: autocostruire o non autocostruire? Un illuminato Shakespeare a questo dilemma avrebbe risposto attraverso Amleto, invece noi poveri pescatori normali rimaniamo sempre pencolanti nel dubbio, non sapendo come rispondere in modo corretto a tale fondamentale quesito. E così al bar, in pesca o sui social si accendono estenuanti dibattiti sull'opportunità o meno di intraprendere una carriera da costruttore di esche artificiali nella propria cantina, abbandonando definitivamente gli acquisti compulsivi di aggeggi belli e pronti nel negozio di fiducia, fisico o virtuale che sia.

Cavedano a lipless
Un bel cavedano vittima di un lipless autocostruito
Spesso il nocciolo della questione ricade sul concetto di risparmio. La grande maggioranza dei pescatori ritiene che costruirsi gli artificiali in casa sia una cosa economicamente conveniente. Molti si sono avvicinati al mondo "home made" pensando di preservare il proprio portafogli. Il pensiero comune infatti è "perché devo spendere un sacco di euro al negozio quando posso costruirmi un sacco di esche in casa con pochissimi euro?". E così si prende la via della più vicina ferramenta e ci si porta a casa seghe, raspe, carta vetrata, vetrificanti, colle, resine, legno, aggrapanti, stucchi, indurenti, fildiferro, trapani,  punte, policarbonato, piombo. Per poi proseguire verso il vicino negozio di belle arti per comprare pennelli, colori acrilici, colori a smalto, diluenti, aeropenne... per poi visitare i negozi virtuali e compare occhietti, ancorette, ami, split ring, adesivi sparaflashosi e tutta un altra serie infinita di oggetti ed oggettini "indispensabili" per creare le nostre creaturine. 

Forse avrete già intuito che l'idea del risparmio collegata all'autocostruzione inizia a scricchiolare. Ed in effetti, da vecchio socio del club Black Bass & Co., vorrei definitivamente sfatare un mito: con l'autocostruzione non si risparmia!

lunedì 15 ottobre 2018

L'autunno è ormai alle porte e io dell'esche mi fo scorte! Come costruire un artificiale vincente con un giocattolo

Ebbene si, siamo arrivati ad ottobre e come se nulla fosse dall'estate siamo già passati all'autunno, la stagione più uggiosa delle quattro. E' però anche un ottima stagione per pescare e quindi mi auguro che siate impegnati con canna (da pesca) in mano e piedi nell'acqua, ma... se invece le vostre giornate lavorative ormai finiscono troppo tardi, la triste pioggia vi accascia e quindi non potete più uscire di casa, c'è pronto un nuovo compitino fatto apposta per voi. Quale? Incrementare la scorta di esche!

Vi mancano i soldini in tasca per riempire cassetti, cassettini e cassettoni di nuove esche artificiali? Nessun problema, con un po' di ingegno e una sana dose di follia si possono creare esche da spinning innovative con una spesa irrisoria. Ecco come.
La perfetta aiutante per autocostruirsi le esche
Lasciate da parte gli acquisti compulsivi di essenze di legno, turapori, acciai inox, vetrificanti, stucchi, vernici, pennelli, aeropenne e via e via al vostro ipermercato di bricolage preferito sperperando i vostri risparmi e riempendo di roba la vostra casa. Concentratevi invece sulle proprietà dei vostri più giovani parenti. Quali proprietà?!? I giocattoli, naturalmente.
E quelli generalmente più brutti che gli scaffali di un supermarket o di un banco del mercatino possano mai esporre.

venerdì 28 aprile 2017

Primi passi nell'autocostruzione: come migliorare le vostre esche in gomma

Vi piacerebbe pescare grandi esemplari di black bass? O grandi esemplari di ogni altro tipo di pesce? Magari catturare anche la pescatrice ritratta in foto? Per quella non so aiutarvi, ma per le grandi catture posso darvi qualche suggerimento iniziando a parlare delle modifiche "in proprio" delle esche possedute.
Un grande bass catturato da una grande pott.. pescatrice
Prima di entrare nel fantastico mondo dell'autocostruzione vera e propria, il furbo pescatore può iniziare ad assemblare delle esche in proprio semplicemente modificando quanto già posseduto, dando così nuova vita a vecchie esche consunte o affidandosi nuovamente ad esche da tempo abbandonate in fondo al cassetto perché ritenute, nella loro forma originale, poco efficaci.

Queste sono già due ottime scuse per provare a cimentarsi nell'assemblaggio di nuovi mostri ed originali fantastiche creature, seguendo i dettami del famigerato Dr. Frankenstein: dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa, eppure così semplice: cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo... Io solo sono riuscito a scoprire il segreto di infondere la vita, macché, anche di più: io, proprio io sono divenuto capace di rianimare nuovamente la materia inanimata! Si... può... fare! 

venerdì 5 luglio 2013

Black Bass Mania! Con luglio riparte l'avventura. Spinning al persico trota di inizio estate

Dopo la giusta chiusura per preservare la specie per i mesi di maggio e giugno, è finalmente arrivata l'agognata apertura alla pesca del persico trota! Ed anche quest'anno non mi sono fatto mancare la prima battuta a spinning al black bass nel classico laghetto non troppo lontano dalle nostre abitazioni.
Ecco a voi il racconto di come è andata.

Finalmente sembrerebbe che l'estate sia iniziata (nel senso meteorologico del termine), anche se un po' di incertezza rimane, ma con il 1° di Luglio una certezza l'abbiamo: l'apertura della pesca al famigerato persico trota, meglio conosciuto con il suo nomignolo yankee di Black Bass.
E' si. Se si è veri pescatori a spinning, l'appuntamento con il facinoroso centrarchidae non può proprio mancare nell'agenda degli appuntamenti. Il bass rappresenta il massimo per la pesca a spinning (o casting), visto che questo particolare predatore sembra gradire qualsiasi stranezza gli si materializzi davanti agli occhi. Quindi è il top per noi poveri pescatori; poveri inteso come vittime del fascino di milioni di esche dalle forme, colorazioni e movenze tra le più strane possibili e quindi vittime sacrificali della pubblicità delle maggiori case di artificiali del pianeta.

Così, trovata la serata adatta, nella ormai consueta tradizione dell'AperiSpinning, io e l'amico Ciospatito ci siamo fatti sopraffare dalla voglia di confrontarci con l'amico verdognolo americano. Appena scelta la destinazione, con la scimmia dello spinning al black bass tenacemente aggrappata alle nostre spalle, siamo partiti a velocità supersonica verso le sponde di un "segreto" laghetto selvaggio, noto (tra noi spinningofili sognatori) per le difficoltà di cattura, ma anche per la notevole taglia media degli abitanti pinnati.

martedì 21 maggio 2013

Dalla canna al seghetto: artificiali auto costruiti per sognare i Caveda..nonni

Nei periodi di lontananza dalla pesca attiva, quella vissuta con la canna in mano ed i piedi nell'acqua, magari a causa del tempo atmosferico inclemente, magari per il tempo d'orologio insufficiente, magari per il tempo della frega sempre più imminente, il povero pescatore rimane spesso rintanato nella propria cameretta a sfogliare riviste di settore ed a leggere i più moderni siti dedicati alla pesca a spinning sognando la grande cattura.
Povero, povero pescatore, li tapino, con le mani in mano.

Sveglia! La nostra passione può fortunatamente essere coltivata ugualmente attraverso un attività proficua e divertente, durante la quale i sogni di grandi catture hanno sicuramente più senso di esistere: l'autocostruzione di esche artificiali.
Con un po' di manualità, un pochino di pazienza, la giusta fantasia ed un investimento ridicolo, si può dare sfogo alla propria immaginazione, creando minnow, crank, popper, pencil e tutte le esche che si vogliono, magari a tutt'oggi inesistenti sul mercato. Quindi, per questo motivo, potenzialmente iper-catturanti! Vi interessa?