Metà Gennaio, freddo intenso ed alta pressione che insiste sopra le nostre teste da giorni, perlomeno di chi abita nelle zone costiere della provincia di Livorno. Ciò significa avere mare calmo e limpido e poche chances di effettuare catture di pesci squamati e ben pinnati. Benché in realtà non sia proprio così, come ho già scritto sul blog in varie occasioni, per avere maggiori possibilità di sentire qualche essere vivente attaccato alla propria esca artificiale la via più semplice da seguire è quella dell'eging, visto che ai nostri amici cefalopodi - soprattutto le seppie - le condizioni atmosferiche suddette sono particolarmente gradite. Pertanto mi pareva interessante suggerire ai lettori un valido itinerario di pesca situato entro il confine del comune di Cecina. Tale luogo è precisamente ubicato nel tratto di mare che va dalla foce del fiume omonimo alla punta di "Capocavallo" ed è conosciuto come "Le Gorette".
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| La nostra amica seppia |
Il mare però, passato giusto il primo metro dalla battigia, ci presenta un fondale sabbioso compatto e di bassa profondità. E' appunto il luogo ideale per incontrare la nostra furba e sfuggente amichetta. Il top di performance nell'eging lo si può raggiungere nelle serate in cui spira una leggera tramontana od un teso grecale, momenti in cui il mare diventa assolutamente piatto e l'acqua rimane cristallina.
La zona presenta anche numerosi pennelli di scogli perpendicolari alla spiaggia e piuttosto semplici da percorrere sulla loro sommità. Questi manufatti offrono al pescatore la possibilità di lanciare parallelamente all'arenile oppure di aumentare la gittata verso il largo lanciando dalle loro punte. In questo modo, cioè andando a ricercare maggiore distanza dalla spiaggia, può entrare a far parte della partita un altro amico ad otto zampe, intrigante e bellissimo da vedere: il calamaro. Le ore migliori per lui sono quelle a cavallo del tramonto, diciamo da un ora e mezzo prima ad un ora e mezzo dopo il calar del sole, perlomeno in questo tratto di mare. Con il buio pesto o nell'arco della giornata la regina incontrastata rimane la seppia.
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| Il calamaro, un altro grande amico |
Come artificiali utilizzo degli egi di media misura, il 2.0 ed il 2.5 sono perfetti, anche perché avendo il vento alle spalle (come ho detto i momenti proficui sono quelli con vento di terra) i lanci saranno comunque di buona lunghezza e le correnti marine quasi nulle. Le colorazioni sono tutte valide, anche se personalmente preferisco utilizzare colori chiari per sfruttare il contrasto con il fondale piuttosto scuro. Quindi gli abbinamenti bianco/arancio o bianco/rosa sono per me indispensabili. Complementi irrinunciabili per affrontare questo spot sono: una torcia da fronte che faccia adeguata luce se peschiamo in notturna; un guadino con manico estendibile nel caso di catture effettuate dagli scogli; stivali bassi o scarponcini impermeabili all'acqua per camminare a piedi asciutti lungo la battigia.
Ricapitolando, ecco le coordinate (di massima) per il pescatore:
- canna da eging da 240 cm. o superiore
- potenza 7-15 grammi
- monofilo 0,22 o trecciato 0,10
- esche egi di vari colori con misure dal 1.5 al 3.0
- stivali bassi
- guadino telescopico
Vi aspetto a pescare. Alla prossima!
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