Alzi la mano chi non ha mai acquistato un esca Rapala. Nessuno? Ne ero certo. Perlomeno coloro che hanno alle spalle più di venti anni di pesca a spinning non possono non aver posseduto un artificiale ideato dal mitico Lauri Rapala. Almeno un classico contdown c'è stato sicuramente nelle scatole zeppe di esche. E ciò è incontrovertibilmente dimostrato dal fatto che molti "anziani" chiamano rapalino qualsiasi minnow posseduto, anche di altri marchi. Confesso poi che per me il Rapala era l'artificiale "regalo di Natale", nel senso che da giovane pischello squattrinato chiedevo che mi venisse fatto trovare sotto l'albero perché con la mia paghetta settimanale potevo acquistare solo i più economici cucchiaini. E poi, una volta scartato il pacchetto, lo utilizzavo pochissimo per paura di perderlo attaccato a qualche ramo di albero o a qualche troiao sul fondo. Tanto è vero che alcuni esemplari sono arrivati praticamente intonsi addirittura fino ad oggi. Una di queste mitiche esche di casa Rapala è proprio il Fat Rap, un artificiale meraviglioso che - aimè - non viene più prodotto, ma che ha ancora una notevole efficacia.
Rapala Fat Rap SFR-5
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| Il mitico Rapala Fat Rap nella colorazione più aggressiva |
A prima vista
Il nostro amico viene (anzi, sarebbe meglio dire veniva) venduto nella classica scatolina rettangolare che conosciamo tutti, con il nome ben stampigliato, con le caratteristiche peculiari elencate chiaramente e soprattutto con l'importante indicazione di essere fatto in balsa. La sua misura standard è di 5 cm. di lunghezza per 7 g. di peso, quindi un esca leggera, ma compatta, che permette lanci molto lunghi a dispetto della sua dimensione. Sotto l'occhiello frontale presenta una tipica paletta trasparente, piuttosto piccola e ricurva. Rapala offriva l'ampio spettro di colori tipico delle sue esche, quindi un buon numero di livree a disposizione del pescatore. Per me, le più efficaci in anni di pesca sono state la semplicissima S, la FT della foto e la GFR. E' un tipico shallow crankbait, ovvero un artificiale galleggiante e paffutello che nel recupero affonda circa un metro sotto la superficie, con un movimento di scodinzolio molto stretto ed una capacità di tornare a galla pari a quella di un tappo di sughero, con l'idrodinamica tipica di un artificiale fatto in legno, cosa ormai sempre più rara (e preziosa).
Ormai si trovano in commercio solo i "Mini Fat Rap", esche molto più piccole dedicate a trote e cavedani, mentre il modello in questione non viene più prodotto da anni e nei negozi di pesca non si trova più. Solo su internet od in qualche mercatino dell'usato è possibile reperire qualche esemplare.
Esiste anche una produzione di questo artificiale nella dimensione maggiorata da cm. 7 per 12 g. di peso, denominata SFR-7, ma personalmente non l'ho mai posseduta e non l'ho mai materialmente trovata, quindi sospendo l'eventuale specifica recensione al momento in cui la fortuna o la voglia di acquistarla sul web me la farà possedere.
Dedicato a: persico trota, luccio
Catture effettuate: persico trota, luccio
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| Il Fat Rap piace anche al luccio |
In pesca
Con l'adeguata attrezzatura, quindi con una canna da 1/2 oz. ed un trecciato del diametro giusto, si riescono a fare lanci siderali, sparando il fat rap a decine di metri di distanza, anche controvento. Questa sua peculiarità lo rende un arma molto efficace quando si vuole pescare velocemente battendo molta acqua di superficie con lanci a ventaglio, in momenti in cui il pesce è attivo negli alti strati della colonna d'acqua (naturalmente sto parlando del persico trota), tipicamente sopra a zone con erbai estesi che sono tra il mezzo metro ed il metro e mezzo dalla superficie.
Parlando invece dell'esocide, salendo quindi di potenza nell'attrezzatura, giocoforza il lancio diventa molto corto e l'esca potrebbe sembrare troppo piccola (ed il SFR-5 effettivamente lo è), ma quando è utilizzata a lambire i canneti lungo sponda diventa micidiale. In questi casi funziona tantissimo un recupero lento che mantenga il fat rap pochi centimetri sotto il pelo dell'acqua. Con il luccio però vanno utilizzati assolutamente cavetti d'acciaio molto lunghi e vanno possedute pure delle pinze a becchi molto lunghi, per una sicura slamatura nel malaugurato caso il pesce ingoiasse profondo.
Nei miei anni da pescatore questo particolare artificiale mi ha concesso catture inaspettate in quei momenti in cui tutto sembra non funzionare. Ed il fatto che sia fuori commercio da vari anni ha aumentato ulteriormente la sua già buona efficacia. Intendiamoci, non è l'esca definitiva, ne l'artificiale segreto che ha permesso le ultime vittorie al Bass Master Classic, ma il fat rap ha alcune peculiarità che gli artificiali moderni difficilmente hanno: è in balsa, ha un nuoto molto stretto che smuove molta acqua anche a velocità di recupero basse, è compatto e gestibile come pochissimi altri crankbait.
Se ne trovate qualcuno, acquistatelo. Non ve ne pentirete. E se poi non lo userete, avrete comunque un esca particolare che non viene più prodotta e che potrebbe aumentare il suo valore per i collezionisti.
Pregi: nuoto, compattezza, fatto in balsa
Difetti: dimensione, fuori commercio
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