Finalmente torno a parlare di itinerari e lo faccio sfruttando una serata in cui mi sono dedicato allo spinning al cavedano nel tratto cittadino del fiume Cecina praticando il modaiolo "street fishing", anche se in questo caso non è inteso nel senso più stretto del termine. Parlo infatti del tratto del fiume che scorre nella periferia nord della cittadina, situato tra i due ponti più importanti per il traffico su strada e su rotaia di Cecina, cioè il ponte sull'antica via Aurelia (che lo delimita ad est) e quello della ferrovia tirrenica (che lo delimita ad ovest), una zona di fiume di circa trecento metri di lunghezza un tempo molto conosciuta dai pescatori toscani in quanto era dedicata alle gare di pesca al colpo. Benché i fondali non siano più quelli, la corrente non sia più la solita, l'alveo sia molto cambiato, in sintesi il fiume Cecina non sia più il medesimo rispetto a quegli anni, rimane comunque un ottimo spot per incontrare il nostro amico cavedano, soprattutto quando si ricercano le taglie "big".
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| Una foto di qualche anno fa nel tratto in questione |
E' una zona in cui la corrente difficilmente ha molta forza (salvo piene) e quindi si presta all'utilizzo di esche anche piuttosto leggere nel caso si amasse la pesca al ciprinide in finesse. Io però consiglio di utilizzare un attrezzatura medio/grande (per il pesce in questione, si intende), quindi una canna di 210 cm. di lunghezza e potenza di lancio fino a 15 g. che permetta di gestire esche non proprio piccoline. Infatti minnow, lipless e jerk di 7 o 9 cm. di lunghezza saranno le armi principali dello spinningofilo che punta al vitello. Non solo, anche delle gomme con testina piombata potrebbero sollevare le sorti di una battuta di pesca in quelle situazioni in cui si trovasse l'acqua limacciosa, la corrente debole e non tirasse un filo di vento. Naturalmente rimangono validissimi i classici cucchiaini rotanti, accompagnati anche dai cugini ondulanti, esche metalliche che non perdono la loro efficacia nonostante il trascorrere degli anni, se sapute utilizzare.
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| Un bel cavedano catturato la scorsa serata |
Personalmente ho fatto catture con praticamente tutte le tipologie di esche esistenti, dal cucchiaino al grub, dal popper al jerk, dal minnow a crankbait perché in questo posto ho sperimentato un po' di tutto, avendolo eletto luogo ideale per i test dei miei autocostruiti e per le prove di varie tecniche di recupero. E' qui, ad esempio, che ho perfezionato la tecnica del popping al cavedano, ben illustrata nell'articolo che si può leggere cliccando sul link. Insomma, se non si volesse fare troppa fatica a scarpinare, non si avesse voglia di indossare stivali o waders e si cercasse un tratto di fiume tranquillo praticamente accanto alla città, questo è il posto perfetto. Oltretutto, oltrepassando a piedi il ponte sull'Aurelia, si può battere una sponda e poi l'altra comodamente, così da non trascurare preziosi metri cubi d'acqua. Insomma, c'è modo di passarci proficuamente qualche ora di pesca, volendo anche sconfinando oltre i limiti dei due ponti suddetti perché lo spot lo permette senza particolari problemi.
Passiamo ai consigli pratici: il posto può essere affrontato tranquillamente a piedi e senza bisogno di indossare stivali o simili. Naturalmente vanno evitate le scarpine da tennis basse o dei fascinosi mocassini, perché comunque è facile trovare l'erba alta e quindi anche incontrare qualche serpente o le zecche. Inoltre, visto che alcune postazioni sono un po' lontane dall'acqua, è consigliabile utilizzare un guadino telescopico, perché se il pesce supera il chilo diventa complesso riuscire a issarlo a riva per le operazioni di slamatura. Va da se che è necessaria la licenza di pesca, ma non ci sono limitazioni o divieti, salvo quelli previsti dalla normativa della Regione Toscana. Oltre ai cavedani, il tratto è popolato degli altri tipici ciprinidi di fondo valle, cioè carpe e carassi, ma nessun altro pesce che possa interessare un pescatore a spinning. Solo scendendo qualche centinaio di metri a valle del ponte della ferrovia potrebbe succedere di incontrare qualche timida spigola in risalita.
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| Dopo la foto, il cavedano torna allegramente a casa sua |
In sintesi, se non si fosse mai avuta esperienza con il cavedano e si possedesse solo un attrezzatura light per il persico trota, per tentare di fare le prime catture dell'amico ciprinide io consiglio questo posto tranquillamente. E' comodo, pratico ed i cavedani (anche se meno di un tempo, purtroppo) ci sono. Naturalmente, proprio per preservarli, l'utilizzo di ami od ancorotti senza ardiglione è da ritenersi "obbligatorio".
Ricapitolando, ecco le coordinate (di massima) per il pescatore:
- canna da spinning 210 cm.
- potenza 7- 15 grammi
- monofilo 0,25 o trecciato 0,12
- esche minnow, jerkbait, popper, cucchiaini rotanti ed ondulati, grub (ed altre)
- scarponcini
- guadino telescopico
Vi aspetto a pescare. Alla prossima!
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