martedì 4 novembre 2025

Iniziare a pescare a casting. Consigli utili per appassionarsi alla tecnica senza impigliarsi nelle parrucche

 Nel precedente articolo ho scritto per la prima volta su questo blog qualcosa a proposito della pesca a casting, confrontando in modo semi serio, ma assolutamente ragionato, le due tecniche "antagoniste" della pesca con esche artificiali, spiegando che in realtà non sono assolutamente antagoniste tra di loro, ma al contrario sono tra loro alleate ed insieme sono alleate del pescatore. Quindi mi sembra giusto dare qualche consiglio a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al magico mondo della pesca con attrezzatura da casting, in modo che compia il grande passo senza rischiare troppo in termini di parrucche e rotture di zebedei (con successivo abbandono dell'attrezzatura). Eviterò di partire dalla descrizione delle banali differenze tra le due tipologie di mulinello e tra le impugnature delle canne (internet è già pieno zeppo di scritti e video su questo), ma mi concentrerò sul fornire qualche buona dritta da pescatore che ha vissuto sulla propria pelle gli errori dovuti all'inesperienza da autodidatta.

Il pesce è messo a tappeto! Il casting ha la meglio sul black bass
In fin dei conti, avere a disposizione più "armi" sulle quali contare non può che essere un vantaggio per il furbo pescatore, soprattutto quando si stanno affrontando situazioni complicate e spot molto pressati. Ed in aggiunta al fattore pratico, lo sperimentare qualche nuova tecnica non può che far aumentare il divertimento di un appassionato di pesca con esche artificiali. Con me è stato proprio così. Anni fa, stufo di vedere sul mitico catalogo di Bass Pro Shops le foto dei "pro" americani con questo strano aggeggio in mano, mi decisi a fare l'acquisto e provare questa nuova avventura. E così ho sperimentato decine di parrucche che manco una drag queen in preda a folli manie di protagonismo avrebbe pensato di indossare, ho recitato divine commedie di moccoli da far impallidire Dante più Virgilio con il resto di Beatrice ed ho financo spezzato una canna illudendomi di utilizzarla come fosse una vera spada laser! Ma poi, nonostante tutto, non sono più tornato indietro.

Cominciamo.

venerdì 17 ottobre 2025

Casting vs Spinning: scontro finale!!! Ecco quale è la migliore delle tecniche

 Care lettrici, cari lettori, è giunta l'ora di affrontare la discussione delle discussioni nel mondo delle esche artificiali, discussione vissuta intensamente soprattutto nella branca della pesca al persico trota o black bass che dir si voglia, ovvero è meglio avercelo davanti o piuttosto didietro? Il mulinello rispetto all'impugnatura della canna, si intende. O anche detto in altro modo, meglio avercelo sopra o sotto il fusto? O in modo ancora più chiaro, esaustivo e tecnico (e serio): è meglio utilizzare l'attrezzatura da casting o l'attrezzatura da spinning? Un argomento complesso che richiederebbe milioni di precisazioni affinché si possa valutare con estrema accortezza e si possa rispondere in modo definitivo a tale complicata domanda che da decenni accende colorite discussioni tra pescatori.

Spinning o casting? Questo è il dilemma
In questa sede cercherò, come del resto ho sempre fatto, di affrontare l'argomento nel modo più imparziale possibile, elencando pregi e difetti di una tipologia di attrezzatura rispetto all'altra, cosicché ognuno possa farsi una propria opinione senza condizionamenti di sorta. E per farlo in modo chiaro che più chiaro non si può, sul ring di "Eroi dello Spinning" farò salire le caratteristiche principali dell'attrezzatura per la pesca con esche artificiali round dopo round, assegnando la vittoria per ogni ripresa allo spinning od al casting a seconda delle peculiarità che ritengo vincenti, con tanto di spiegazione del perché. Le idee ed i pensieri da me espressi saranno assolutamente personali, quindi indubbiamente opinabili.

Prima di suonare il gong partiamo con due opportune precisazioni: il confronto tra le due tecniche è basato sull'idea di un impiego nel bassfishing, visto che di fatto questo "scontro" di pensiero è nato proprio tra i bassari del vecchio continente. Ma in linea di massima quello che esporrò di seguito è estendibile anche alle altre branche della pesca con esche artificiali, partendo dalla pesantissima pesca al luccio per arrivare alla leggerissima pesca in torrente alle trote. Inoltre, in considerazione del confronto tra i mulinelli, intenderò l'utilizzo di un "low profile", ben più diffuso rispetto al più particolare mulinello rotondo o round (parlando di pesca a casting).

venerdì 3 ottobre 2025

Il famigerato laghetto de "Lo Scornabecchi": black bass alla riscossa nella Val di Cecina!

 L'estate è ormai finita, la temperatura sta calando, le belle ragazze si stanno rivestendo, ma fortunatamente stiamo entrando in uno dei periodi più proficui per la pesca in generale e per lo spinning in particolare. Ecco perché mi piace segnalare un itinerario di pesca a me vicino (ed a me caro), in cui ho vissuto bei momenti di pesca: il famoso laghetto de Lo Scornabecchi, già conosciuto come Cava del Nencini (o almeno così era nominato negli anni novanta), una cava perfetta per la pesca a spinning situata nelle prossimità dell'abitato della località Fiorino, nel comune di Montescudaio (PI), poco distante dalla periferia di Cecina.
Un laghetto che ha attraversato negli anni momenti di vera gloria seguiti poi da momenti di profondo oblio. A testimoniare i primi ci sono molti filmati reperibili su YouTube girati da bassman di fama nazionale (tipo Max Mughini) che mostrano proprio queste acque, anche se apertamente non lo dicono. Poi negli ultimi anni, diciamo gli ultimi sette od otto, trovare qualche pescatore a lanciare i propri artificiali in queste acque è stato rarissimo. Perché?
Finalmente persico trota!
Nessuno lo sa con precisione. Forse la fine di una moda, forse il minor fascino esercitato dalla pesca al persico trota, forse il drammatico calo delle catture registrato dopo la grande piena del fiume Cecina di una decina di anni fa o magari l'insieme dei fattori suddetti, più altri a me sconosciuti, ha portato questo laghetto ad essere quasi del tutto dimenticato dai pescatori. Talmente tanto dimenticato che le sue rive si sono riempite di canne, rovi ed arbusti così fitti ed intricati che era quasi diventato impossibile accedere a postazioni di pesca sfruttabili.
Ma da quest'anno fortunatamente qualcosa è cambiato e spero di fare una cosa gradita agli spinningofili lettori dando qualche dritta su questo luogo in particolare.