lunedì 17 giugno 2013

AperiSpinning 2013, supplemento: l'aperitivo "trotelloso"

Nonostante lo spinning al cavedano sia un "aperitivo" che mi piace abitualmente consumare, non mi nego certo la possibilità di assaggiare nuovi ed interessanti gusti durante il rito dell'AperiSpinning, momento in cui, come ho spiegato nel precedente post, sacrifico la fighetteria da bar per una più salutare sgroppata lungo le rive del fiume cittadino.

L'antitesi del fighetto da bar
Quando capita di trovare validi alleati in queste fugaci, ma gustose ed intense battute di pesca, può accadere veramente di tutto, come l'andare a ricercare posti sperduti e praticamente inaccessibili alla ricerca di un pregiatissimo pinnuto: la selvatica e puntinatissima trota fario.

E così, partendo verso l'ignoto alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà salmonicole nel primo rigagnolo montano abbastanza profondo da permettere il lancio di un artificiale, si può dare libero sfogo all'Indiana Jones che vive dentro di noi e dedicarsi alla pesca a spinning (estrema) alla trota.

lunedì 10 giugno 2013

AperiSpinning: l'aperitivo Cavedanoso! Lo spinning al cavedano perfetto sostituto del happy hour

Vorreste fare parte di coloro che amano dedicarsi alla piacevole convivialità dell'aperitivo tanto di moda in questi anni, ma non avete voglia di spendere ore di tempo e soldi al bar? Ottimo. Per voi, veri pescatori che cercate sempre una giusta scusa per prendere in mano la canna da pesca, esiste lo spinning al cavedano, il vero ed unico aperitivo con la "A" maiuscola. Il famoso "aperispinning cavedanoso" corroborante per l'anima ed ottimo tonico contro il logorio della vita moderna.
Per me, come per molti Toscani a Spinning, ormai è una consolidata ed irrinunciabile abitudine.
Contro il logorio della vita moderna: Aperitivo Cavedanonoso!
Da circa quattro anni, cioè da quando la passione per la pesca è riesplosa prepotentemente in me, ho cercato in ogni modo di sfruttare il tempo libero a disposizione per dedicarmi alla sofisticata arte della simulazione di vita acquatica, finalizzata alla cattura di specie ittiche autoctone o alloctone, cioè, semplificando, alla mitica pesca a spinning!

E così ho cercato di ritagliarmi un po' di tempo nell'arco della settimana attraverso la sistematica pratica della fuga a gambe levate dalla canonica spesa al supermercato e dal rituale giro in centro alla ricerca del capo di vestiario da sempre agognato (dalla propria dolce metà). E quale sarà mai questo fugace momento di fuga dagli impegni di coppia da dedicare a tale attività?

martedì 21 maggio 2013

Dalla canna al seghetto: artificiali auto costruiti per sognare i Caveda..nonni

Nei periodi di lontananza dalla pesca attiva, quella vissuta con la canna in mano ed i piedi nell'acqua, magari a causa del tempo atmosferico inclemente, magari per il tempo d'orologio insufficiente, magari per il tempo della frega sempre più imminente, il povero pescatore rimane spesso rintanato nella propria cameretta a sfogliare riviste di settore ed a leggere i più moderni siti dedicati alla pesca a spinning sognando la grande cattura.
Povero, povero pescatore, li tapino, con le mani in mano.

Sveglia! La nostra passione può fortunatamente essere coltivata ugualmente attraverso un attività proficua e divertente, durante la quale i sogni di grandi catture hanno sicuramente più senso di esistere: l'autocostruzione di esche artificiali.
Con un po' di manualità, un pochino di pazienza, la giusta fantasia ed un investimento ridicolo, si può dare sfogo alla propria immaginazione, creando minnow, crank, popper, pencil e tutte le esche che si vogliono, magari a tutt'oggi inesistenti sul mercato. Quindi, per questo motivo, potenzialmente iper-catturanti! Vi interessa?