venerdì 6 novembre 2026

Gelidi venti di terra, mare calmo ed acqua limpida: l'eging torna alla ribalta!

 

Cari spinningofili, è arrivato l'inverno! L'autunno è stato ormai definitivamente cancellato dal calendario, abolito definitivamente dal cambiamento climatico. E così, in meno di un amen, siamo passati dalla bollente estate, durata fino pochi giorni fa, al pungente freddo, con tanto di gelidi venti provenienti dai quadranti orientali. E questo vuol dire, per la costa tirrenica, condizioni meteo con vento di terra, mare calmo ed acqua limpida. Significa anche che, se un povero pescatore ha voglia di ritagliarsi qualche ora di relax in riva al mare con la consistente speranza di catturare qualcosa, è arrivato il momento di rispolverare l'attrezzatura da eging.

E così ha fatto anche il vostro eroe.

In una di quelle serate in cui la fuga dall'ufficio assume le caratteristiche liberatorie di un evasione da un carcere di massima sicurezza, a causa di tutte le rotture di cazzo vissute nell'arco dell'orario lavorativo, il vostro DW ha deciso di trasformare quelle due orette tipiche dell'aperispinning in una sessione di pesca ai cefalopodi, più precisamente alle seppie, amiche preziose in quelle serate in cui le condizioni meteo marine appaiono decisamente sfavorevoli per altri antagonisti, quelli più propriamente pinnati.

Rimbalzato in casa per arraffare la canna, il mulinello ed una manciata di totanare, mi sono diretto velocissimamente verso il luogo più comodo e vicino dove praticare l'eging, ovvero nel medesimo spot che ho indicato sul blog in questo specifico post e che vi linko nel caso anche a voi venisse la voglia di provare l'avventura con gli amici "mollicci" qui nelle mie zone.

La prima seppia della stagione autunno/inverno 2026

Come prima scelta ho puntato su un egi classico, quello più tipico, banale e diffuso in assoluto, ma anche quello che mediamente mi ha permesso di scappottare in quelle occasioni in cui mi sono lanciato in veloci sessioni in notturna: un artificiale di colore bianco/arancio di misura 2.5. Ed in effetti al terzo lancio ho sentito il primo attacco all'artificiale, anche se il cefalopode ha mollato il colpo dopo qualche giro di manovella. L'episodio ha però corroborato il mio senso di pescatore, donandomi la speranza che la serata avrebbe potuto concedermi qualche cattura e che il freddo patito non sarebbe stato invano. Infatti, dopo circa un quarto d'ora, ho agganciato e portato a riva una simpatica seppia pimpante e grassottella. Non grande, ma comunque valida a farmi scappottare ed a dare un senso all'aperieging in una serata davvero scomoda per il pescatore (vento teso e temperatura intorno i 10° non sono certo il massimo del confort).

Passeggiando lungo la battigia e facendo i classici lanci a ventaglio, sono riuscito ad ingannare un altra bella seppia, questa di dimensioni interessanti e bella combattiva, che arrivata sullo scalino di risacca ha fatto una bella spruzzata di nero alla quale mi sono sottratto con uno scatto felino. Peccato che il mio saltello laterale abbia permesso al cefalopode la fuga, lasciandomi in bianco a pochi centimetri dal traguardo. Vabbè... Ci sta. Sarebbe stato peggio tornare a casa con i pantaloni macchiati a pois neri.


Dopo l'essermi salvato dall'inchiostrata potenziale, ho proseguito la camminata sulla spiaggia fino ad un secondo pennello di scogli, dal quale ho fatto qualche lancio parallelo alla battigia. A metà del pennello, ho avuto un altro attacco in una fase di rilascio dell'esca (in questo caso un egi totalmente bianco), tanto che ho proprio visto il trecciato tendersi distintamente. Dopo un incoccio controllato, ho portato a guadino una seconda seppia, anche questa non molto grossa, ma comunque degna combattente e sufficiente a farmi concludere la serata con le giuste sensazioni positive. Per essere stata la prima avventura a seppie della stagione invernale 2026 posso dirmi davvero soddisfatto. Il freddo accusato non è stato solo sofferenza, ma anche fonte di svago. Dopo una giornata dura di lavoro, godersi un po' di vita all'aria aperta, respirando il profumo del mare, aiuta a migliorare le sorti della giornata e ad affrontare la cena con maggiore appetito e maggior vigore.

Ah, quasi dimenticavo: fedele al mio credo, entrambe le seppie sono tornate a nuotare allegramente nel mare. Perché non praticare catch & release anche con loro?

Alla prossima!

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