venerdì 28 ottobre 2022

Piacevoli sorprese nella pesca a spinning

 Eccomi qua ancora una volta a scrivere qualche bischerata sulla pesca dopo qualche mese di astensione. Siamo in autunno (anche se non sembra assolutamente) ed ottobre sta per finire. Nel periodo trascorso le solite pescate fugaci di sempre, con fortuna altalenante ed impegno piuttosto scarso. La passione, quando effettivamente c'è, non rimane quasi mai silente e ci spinge sempre a fare qualche pescata nei ritagli di tempo, anche minimi, a costo di fare delle vere e proprie corse tra una commissione e l'altra, tra il lavoro e la cena, tra il caffè e la ninna nanna.

A questo giro voglio scrivere proprio di una di queste pescate fugaci, pescata che mi ha riservato una piacevole sorpresa, di quelle che fanno svoltare la serata e fanno andare a letto soddisfatti, con il proprio ego di pescatore gonfio e la voglia di tornare a pescare quanto prima.

Sabbia e bikini arrivederci!
Non solo. La cattura è stata doppiamente soddisfacente perché portata a termine con uno di quegli accrocchi fatti sulle esche che solo ad un malato di pesca a spinning può venire in mente di fare. Ed ogni volta che una cattura si effettua con un qualcosa che ha il sapore dell'autocostruzione, chi pesca a spinning da un po' di tempo sa perfettamente che il godimento aumenta esponenzialmente. 

Ma bando alle ciance. Ecco il report.

domenica 11 settembre 2022

Triste primato per il Mar Mediterraneo: è la regione marina più invasa al mondo

 Tranquilli, non vi allarmate inutilmente. Non sto parlando di immigrazione a pochi giorni dalle elezioni, ma di importanti questioni ambientali. Comunque non c'è nemmeno da stare troppo tranquilli in questo caso perché il Mediterraneo, secondo i recenti studi del CNR, ha subito l'invasione di oltre duecento specie ittiche diverse, un fenomeno che appunto regala al nostro mare il triste primato di regione marina più invasa al mondo. Bello eh?

Il Mar Mediterraneo ormai ridotto ad un acquario

"Lo studio dimostra come il fenomeno abbia avuto un’importante accelerazione a partire dagli anni ‘90 e come le invasioni più recenti siano capaci delle più rapide e spettacolari espansioni geografiche", spiega lo studioso Ernesto Azzurro del Cnr-Irbim, coordinatore della ricerca, "Da oltre un secolo — prosegue — ricercatori e ricercatrici di tutti i Paesi mediterranei hanno documentato nella letteratura scientifica questo fenomeno, identificando oltre 200 nuove specie ittiche e segnalando le loro catture e la loro progressiva espansione" e "grazie alla revisione di centinaia di questi articoli, e alla georeferenziazione di migliaia di osservazioni, abbiamo potuto ricostruire la progressiva invasione nel Mediterraneo" (da Il Corriere della Sera, link all'articolo).

Cari pescatori prepariamoci ad un futuro nero. Anche se, ne sono più che sicuro, l'arrivo di nuove specie per qualcuno di noi meno sensibile alle reali conseguenze ambientali significherà l'aprirsi di nuove possibilità di cattura su pesci atipici e magari addirittura plaudirà a questa mutazione delle nostre acque marine, la perdita della caratterizzazione del nostro povero Mediterraneo è un vero disastro. Il nostro beota pescatore sarà anche felice, ma la situazione invece è grave.

Che tristezza.

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