L'ambito portuale, specialmente se affrontato in notturna, è da sempre uno dei migliori spot per incontrare la nostra amata spigola. E consapevole di questo, vi racconto una serata dedicata allo spinning al branzino con un risultato positivo, tanto per dare al lettore la possibilità di prendere qualche spunto per le sue future pescate.
In fin dei conti l'avventura del blog era partita proprio da qui, cioè dagli appuntamenti di pesca serali, pertanto mi sembrava corretto, dopo la lunga pausa estiva, ripartire da un avventura di spinning in perfetto stile "dopo lavoro" o, per meglio dire, "dopo essermi fatto un culo come un paiolo tutto il giorno in ufficio, mi puppo quel centinaio di chilometri, mi godo una frugale cena frettolosa ghiaccia marmata, rubando parecchie ore al necessario sonno, per provare l'ebbrezza di tenere una canna in mano senza avere la minima certezza di ricavarne alcun godimento coi pinnati".
Insomma, tradotto per comprensione di tutti, comportarsi da splendida fava pescatrice come sempre.
| Classico esempio di ambiente portuale |
La serata era climaticamente perfetta, la compagnia era piacevole e le condizioni dell'acqua erano... pessime. Tanto è sempre così. Effluvi maleodoranti provenienti dalla superficie non facevano certo presagire il meglio per la battuta di pesca. Ma pazienza, ormai eravamo li in riva al mare e tanto valeva la pena provare. Provare.... provare... provare... provare-provare.. ovare are... tanto che le ore sono passate senza vedere la minima pinna. Per tutti e tre gli eroi protagonisti.

