L'ambito portuale, specialmente se affrontato in notturna, è da sempre uno dei migliori spot per incontrare la nostra amata spigola. E consapevole di questo, vi racconto una serata dedicata allo spinning al branzino con un risultato positivo, tanto per dare al lettore la possibilità di prendere qualche spunto per le sue future pescate.
In fin dei conti l'avventura del blog era partita proprio da qui, cioè dagli appuntamenti di pesca serali, pertanto mi sembrava corretto, dopo la lunga pausa estiva, ripartire da un avventura di spinning in perfetto stile "dopo lavoro" o, per meglio dire, "dopo essermi fatto un culo come un paiolo tutto il giorno in ufficio, mi puppo quel centinaio di chilometri, mi godo una frugale cena frettolosa ghiaccia marmata, rubando parecchie ore al necessario sonno, per provare l'ebbrezza di tenere una canna in mano senza avere la minima certezza di ricavarne alcun godimento coi pinnati".
Insomma, tradotto per comprensione di tutti, comportarsi da splendida fava pescatrice come sempre.
| Classico esempio di ambiente portuale |
La serata era climaticamente perfetta, la compagnia era piacevole e le condizioni dell'acqua erano... pessime. Tanto è sempre così. Effluvi maleodoranti provenienti dalla superficie non facevano certo presagire il meglio per la battuta di pesca. Ma pazienza, ormai eravamo li in riva al mare e tanto valeva la pena provare. Provare.... provare... provare... provare-provare.. ovare are... tanto che le ore sono passate senza vedere la minima pinna. Per tutti e tre gli eroi protagonisti.
La tecnica preferita dai frequentatori del luogo è il semplice "lancio pucciato", cioè il far cadere l'esca tra le barche, i cavi di ormeggio, le boe ed ogni altro ostacolo marino attendendo l'attacco di reazione della nostra amata regina. Tecnica che sicuramente paga, ma alla lunga (almeno al sottoscritto) annoia. Anzi, rompe proprio i coglioni.
Così, fedele all'idea dello spinning classico, cioè lanciare lontano e recuperare girando la manovella del mulinello, ho insistito nel cercare la cattura distante da riva, recuperando l'esca con la consueta voglia di farla vivere.
| Un classico delle esche in gomma per la spigola |
La decisione allora fu drastica: eschina in gomma da 3cm. con testina piombata!
Troppo piccola per un pesce con la bocca grande grande? Forse si, forse no. Fatto sta che dopo una decina di tentativi, la botta secca e la difesa mi hanno immediatamente segnalato che un bel pinnato era caduto vittima della sua golosità.
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| La spigola che non ha resistito alla sinuosità della gomma |
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| Un ultima meritata foto alla cattura |
Alla prossima, cara amica spigola!
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