martedì 10 giugno 2025

24 minuti di dolore per ogni kg di peso. Ecco quantificata la sofferenza di un pesce lasciato morire di asfissia

 Una ricerca guidata dal Welfare Footprint Institute e pubblicata su Scientific Reports ha quantificato il dolore causato dall'asfissia - un metodo di uccisione comune di molti pesci. Lo studio si è concentrato sulla trota iridea. Il risultato dimostra che le trote iridee sopportano in media 10 minuti di dolore intenso durante l'asfissia, con stime che vanno da 2 a 22 minuti a seconda di fattori come le dimensioni del pesce e la temperatura dell'acqua. Ciò si traduce in circa 24 minuti di dolore per chilogrammo di pesce.

Foto: pesceinrete.com
Questo il link all'articolo del Corriere della Sera.

Pertanto, nel caso vogliate trattenere il pescato, tenete a mente che il povero pesce non muore in tranquillità e serenità tanto per farvi un favore. Ma soffre. E molto. Quindi sarebbe opportuno che il pescatore sportivo utilizzi metodi "brutali", ma istantanei, per uccidere il pesce trattenuto, risparmiandoli se non altro la lunga agonia. E chi non ha il coraggio di farlo, adotti il catch & release o si affidi al banco del supermercato.

Meditate gente, meditate.

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martedì 3 giugno 2025

Il fiume Cecina in località "la Steccaia": il regno del cavedano

 Cari lettori, care lettrici, colgo l'occasione di una pescata serale effettuata la scorsa settimana per segnalare uno spot per la pesca del nostro amato ciprinide, con la speranza che il luogo in questione torni ad essere frequentato da amichevoli pescatori piuttosto che da loschi figuri (come avevo già denunciato in questo post un po' di tempo fa). Sto parlando del fiume Cecina ed in particolare della località "la Steccaia", un luogo a cavallo tra il comune di Montescudaio e di Riparbella, una zona a valle di una vecchia pescaia in cui il fiume presenta un alveo perfetto per praticare la pesca con esche artificiali, quindi spinning e mosca.

Un bel tipo davvero, il cavedano

Il luogo è facilmente raggiungibile in auto visto che il fiume viene attraversato dalla strada provinciale che da Cecina conduce a Volterra, anche se adesso non c'è più molto spazio dove parcheggiare rispetto ad un tempo (giusto tre posti auto). Comunque, dal piccolo parcheggio che ho segnalato (basta cliccare sul link indicato a fine post), si scende abbastanza agevolmente in alveo e da li si può iniziare l'azione di pesca "a salire" verso la pescaia od "a scendere" seguendo il corso del fiume nel suo percorso a valle. Il pescatore si troverà ad affrontare un alveo non troppo profondo, piuttosto pianeggiante, con correntine ampie e veloci nei mesi piovosi, più strette e con minor fondale nei mesi estivi, comunque sempre facilmente guadabili in più punti anche in inverno ed autunno, perché (salvo i post piena) l'acqua rimane sempre piuttosto limpida.

Come da titolo, è il regno del cavedano, presente in buon numero e con alcuni esemplari di taglia, anche se non sarà facile avere la meglio su di loro. Visto l'ampio spazio a disposizione, il mio consiglio è di affrontare lo spot con una canna di 7' e con una potenza di lancio che possa gestire esche dai 5 ai 10 grammi, variando tra cucchiaini (rotanti e non), minnows e gomme innescate con testina piombata.

martedì 13 maggio 2025

Artificiali e come legarli. Moschettone contro nodo diretto: un aspra diatriba che si trascina da anni

 Care lettrici (pochissime, sigh!), cari lettori, con questo post mi accingo ad affrontare un argomento che accende da sempre le discussioni dei pescatori a spinning di tutto il mondo: per collegare l'esca al nostro filo è meglio utilizzare un moschettone (snap) o è meglio legarla direttamente al nylon/fluoro? Per alcuni la risposta è scontata, per altri non lo è affatto, per altri ancora è solo una semplice questione di gusti. E siccome "de gustibus non disputandum est", questi ultimi fanno spallucce e non si pongono problemi perché tanto è uguale. Ma è affettivamente così?

Proviamo a parlarne in libertà

Per alcune esche il moschettone e la girella aiutano
Su internet se ne leggono e se ne sentono di ogni su questo argomento e quindi è chiaramente una di quelle questioni che non ha una risposta valida in assoluto - come spesso accade nella pesca - ma si presta ad essere considerata da vari punti di vista, in base alla situazione, alla tecnica, all'esca e naturalmente al pescatore medesimo. E siccome non mi piace imporre un pensiero unico, nelle prossime righe cercherò semplicemente di illustrare i vantaggi e gli svantaggi (secondo la mia esperienza) di un metodo rispetto ad un altro, sottolineando al contempo i punti di forza e di debolezza di una convinzione piuttosto dell'altra. Così ognuno dei lettori potrà farsi un idea un po' più chiara delle implicazioni in pesca e valutare successivamente secondo la propria coscienza.

Partiamo