martedì 3 giugno 2025

Il fiume Cecina in località "la Steccaia": il regno del cavedano

 Cari lettori, care lettrici, colgo l'occasione di una pescata serale effettuata la scorsa settimana per segnalare uno spot per la pesca del nostro amato ciprinide, con la speranza che il luogo in questione torni ad essere frequentato da amichevoli pescatori piuttosto che da loschi figuri (come avevo già denunciato in questo post un po' di tempo fa). Sto parlando del fiume Cecina ed in particolare della località "la Steccaia", un luogo a cavallo tra il comune di Montescudaio e di Riparbella, una zona a valle di una vecchia pescaia in cui il fiume presenta un alveo perfetto per praticare la pesca con esche artificiali, quindi spinning e mosca.

Un bel tipo davvero, il cavedano

Il luogo è facilmente raggiungibile in auto visto che il fiume viene attraversato dalla strada provinciale che da Cecina conduce a Volterra, anche se adesso non c'è più molto spazio dove parcheggiare rispetto ad un tempo (giusto tre posti auto). Comunque, dal piccolo parcheggio che ho segnalato (basta cliccare sul link indicato a fine post), si scende abbastanza agevolmente in alveo e da li si può iniziare l'azione di pesca "a salire" verso la pescaia od "a scendere" seguendo il corso del fiume nel suo percorso a valle. Il pescatore si troverà ad affrontare un alveo non troppo profondo, piuttosto pianeggiante, con correntine ampie e veloci nei mesi piovosi, più strette e con minor fondale nei mesi estivi, comunque sempre facilmente guadabili in più punti anche in inverno ed autunno, perché (salvo i post piena) l'acqua rimane sempre piuttosto limpida.

Come da titolo, è il regno del cavedano, presente in buon numero e con alcuni esemplari di taglia, anche se non sarà facile avere la meglio su di loro. Visto l'ampio spazio a disposizione, il mio consiglio è di affrontare lo spot con una canna di 7' e con una potenza di lancio che possa gestire esche dai 5 ai 10 grammi, variando tra cucchiaini (rotanti e non), minnows e gomme innescate con testina piombata.

martedì 13 maggio 2025

Artificiali e come legarli. Moschettone contro nodo diretto: un aspra diatriba che si trascina da anni

 Care lettrici (pochissime, sigh!), cari lettori, con questo post mi accingo ad affrontare un argomento che accende da sempre le discussioni dei pescatori a spinning di tutto il mondo: per collegare l'esca al nostro filo è meglio utilizzare un moschettone (snap) o è meglio legarla direttamente al nylon/fluoro? Per alcuni la risposta è scontata, per altri non lo è affatto, per altri ancora è solo una semplice questione di gusti. E siccome "de gustibus non disputandum est", questi ultimi fanno spallucce e non si pongono problemi perché tanto è uguale. Ma è affettivamente così?

Proviamo a parlarne in libertà

Per alcune esche il moschettone e la girella aiutano
Su internet se ne leggono e se ne sentono di ogni su questo argomento e quindi è chiaramente una di quelle questioni che non ha una risposta valida in assoluto - come spesso accade nella pesca - ma si presta ad essere considerata da vari punti di vista, in base alla situazione, alla tecnica, all'esca e naturalmente al pescatore medesimo. E siccome non mi piace imporre un pensiero unico, nelle prossime righe cercherò semplicemente di illustrare i vantaggi e gli svantaggi (secondo la mia esperienza) di un metodo rispetto ad un altro, sottolineando al contempo i punti di forza e di debolezza di una convinzione piuttosto dell'altra. Così ognuno dei lettori potrà farsi un idea un po' più chiara delle implicazioni in pesca e valutare successivamente secondo la propria coscienza.

Partiamo

lunedì 28 aprile 2025

Bella stagione e divieti di balneazione sulla costa livornese

 Forse non tutti sanno che... E' iniziato il balletto dei divieti e delle revoche dei divieti stessi lungo la costa meridionale della provincia di Livorno. Come ogni anno e come sempre accade dopo le forti piogge, gli arenili dei comuni di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo e Piombino risentono spesso di inquinamenti "temporanei" delle acque balneabili.

Anche a questo giro nulla è cambiato. Con le precipitazioni dei giorni scorsi, anche in questa primavera A. D. 2025 gli episodi si sono ripetuti, puntuali come la dichiarazione dei redditi.


Basta leggere questo articolo su il Tirreno on-line in cui si cita lo stop ai divieti di balneazione emanati pochi giorni fa per la presenza di un alta concentrazione di escherichia coli, causata appunto dal maltempo, anche se per essere precisi sarebbe causata dall'uomo che ha avuto la sfortuna di incappare nel maltempo e quindi di essersi ritrovato ad avere i campi concimati e le fognature "lavate" dalla pioggia. E come si sa, tutto questo schifo finisce in mare. Quindi stop ai bagni. Almeno fino a quando arrivano i turisti, sostengono le malelingue.

Messo da parte il problema salute delle persone, lato pesca mi vengono a mente le parole di un pescatore professionista di Cecina Mare, quando parlando della scarsezza di catture di questi ultimi mesi (di noi pescatori sportivi) mi ha detto: "Ci credo. A differenza del recente passato quest'anno è piovuto davvero tanto in primavera, mesi di grandi concimazioni. Tutta le merda sparsa nei campi è finita in fiume. E il pesce si è tenuto alla larga dal merdaio". Con merda che non significa strettamente liquame, ma anche prodotti chimici vari ad uso degli agricoltori. E così probabilmente si è spiegata la motivazione della mancanza di bianchetti, sugarelli, spigole e pesci serra nella zona di foce in questo particolare anno, visto che in quelli passati si è sempre visto del fermento in questo periodo.

Speriamo bene per il prossimo futuro.

Alla prossima!

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