Eccomi nuovamente sul blog a scrivere qualche riga. Purtroppo sono stati mesi molto complicati, per la pesca intendo. Sinceramente, a ricordanza, erano davvero tanti anni che il mare e l'acqua dolce non erano così avari di catture come quest'anno. Da fine dicembre ad oggi non sono riuscito a pescare un pesce che possa definirsi decente. Anzi, a dirla proprio tutta da inizio gennaio a tutto febbraio non sono proprio riuscito a sentire un pesce, dico un singolo pesce in canna.
D'accordo che sono andato a pesca pochissime volte e per tempi molto ridotti, ma negli anni scorsi con un dispendio di tempo ed energie simile a questo, ero sempre riuscito a pescare qualcosa, che fosse un serra o un persico trota. Quest'anno nulla. Sarà la paura del covid? Sarà la paura della guerra? Sarà il terrore di una prossima recessione? Chissà.
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| Scorfani al freddo |
Ma credo che la causa principale della scomparsa del pesce nelle mie acque sia essenzialmente dovuta ad un anno assolutamente anomalo da un punto di vista atmosferico. I gelatai sorridono perché il freddo (salvo la prima settimana di Marzo) non è mai arrivato. Gli ombrellai piangono perché la pioggia non si fa vedere da inizio anno. Il vento dominante è di terra, da molto tempo, con il conseguente risultato che un pescatore si affaccia sulla battigia con l'illusione di vedere nuotare delle trote fario sul basso fondale vicino la battigia della spiaggia, visto che l'acqua di mare è limpida come quella di un torrente appenninico. Insomma non c'è nulla che corrisponda alla normalità di un inverno tirrenico tipico. Senza considerare che si proviene da un estate (ed autunno) 2020 anomali anche loro. E questo deve avere scombussolato parecchio i poveri pinnati che vivono nel mare e nelle acque dolci della mia provincia. Di conseguenza la disperazione dei pescatori aumenta.
E allora come ci difendiamo?