martedì 9 aprile 2019

Con la primavera è tornato anche un vecchio amico verdone

Ebbene sì, rotto il ghiaccio con i furiosi pesci serra, la voglia di pescare si è rifatta forte in me e mi ha spinto ad andare a ritrovare un vecchio amico dello spinning, il buon persico trota o black bass che dir si voglia, ormai abitante dei più remoti ed isolati laghetti italici e non solo. Che bello ritrovare le tipiche folli esche valide per questo particolare pinnuto, dalle gomme di mille colori e forme alle hard baits di ogni foggia e misura. Anche perché, lo confesso con un po' di vergogna, dallo scorso anno non avevo più messo il naso dentro la borsa dedicata alla sua cattura ed il rivedere tutte quelle esche insieme nelle mie plano mi ha riportato a piacevoli ricordi.

Così, prendendo al volo quello che ho trovato già pronto per perdere meno tempo possibile, appena dopo l'uscita serale dall'ufficio sono volato verso una cava nelle prossimità di casa contando su un oretta di sole per avere un nuovo appuntamento con il dispettoso pesciazzo verdastro.
Il mio primo bass del 2019
Ebbene, come nelle migliori trame di film da teenager con il classico eroe alle prese con i più terribili mostri della palude, al primissimo lancio effettuato nel sotto sponda (e primo lancio in assoluto in acqua lacustre di questo 2019) la veloce partenza del filo in bando mi ha fatto immediatamente capire che l'esca non era semplicemente caduta in acqua, ma era caduta in bocca a qualcosa.

giovedì 28 marzo 2019

La primavera stenta ad arrivare, ma noi veri pescatori ci dirigiamo al mare. Pesci serra freddolosi.

Mamma mia quanto tempo era che non mi collegavo al blog. E mamma mia quanto tempo è passato dall'ultima bischerata scritta. Anche se, in effetti, avrei avuto molto poco da scrivere e raccontare, visto che da inizio anno sarò andato a pescare per un massimo di 10 ore totali, sei delle quali spese all'apertura della trota. Quindi, per un verso o per un altro, ho tenuto la canna in mano moooOOolto poco, che tradotto vuol dire che alla pesca ho dedicato davvero pochissimo tempo (ma proprio pochissimo). Allora perché rompere il ghiaccio ora? Per un nonnulla, come al solito.

Precisamente solo per raccontare la felicità dell'essere tornato attivo con la nostra passione, avendo avuto modo di riaffacciarmi sulle rive del mio amato mare con la canna da spinning in mano e la borsa degli artificiali a tracolla. Obiettivo? Il famigerato pesce serra! Croce e delizia di tutti i pescatori marini (e non solo). Si, lo so, i tempi sono perfetti per spigole e sugarelli, copiosamente presenti e comodamente a tiro dei nostri artificiali, ma la sfida vera è con questo maledetto pesce verde metallizzato che, a detta di tanti, sembra amare solo il mare tiepido.
Il primo serra dell'anno

Ma che ami il tiepido mare ne siete proprio sicuri? NO?!? Bravi. Fate bene a dubitare di questo assunto perché ormai anche il nostro amico pesce serra si è abituato al Mar Mediterraneo (ed al mio basso Mar Ligure per la precisione) ed è diventato meno schizzinoso alle temperature rigide, ai gelidi venti di terra ed alle date invernali riportate sul calendario. Anche perché, con il famigerato cambiamento climatico in atto, gli inverni non sono più quelli di un tempo e le temperature si mantengono comunque a livelli decenti.

venerdì 9 novembre 2018

Piove, senti come piove, Madonna come piove, senti la frizione che fa ZZZZZZ... SPIGOLA dopo la buriana

Ebbene si, questa canzone di Jovanotti mi è sempre piaciuta e mi sembrava l'ottima intro per questo report su una notevole cattura effettuata ieri sera, appena dopo il lavoro, appena prima di cena, in perfetto orario da "aperispinning" insomma. Quelle veloci e fugaci pescate che ti rimettono al mondo perché strappate al logorio della vita moderna, quasi inaspettate, sicuramente godute. Protagonista assoluta la meravigliosa regina del mare: la spigola.
Piove... Non ci sono dubbi. Si va a pesca. Ma dopo...
Ma torniamo un attimo indietro. L'altro ieri, dopo più di due settimane di totale astinenza da pesca, avevo preparato tutta l'attrezzatura da spigola per dirigermi verso il mare nella speranza di farmi due ore piene di spinning. Naturalmente, appena arrivato sul mare, la pioggia ha iniziato ad essere protagonista assoluta, costringendomi a tornare di corsa in auto nella speranza che smettesse. Ha smesso secondo voi? No, naturalmente... Così sono stato costretto a trasformare due ore di pesca in due ore di ascolto radio in auto, ottimo per imparare le hit del momento, ma pessimo modo di passare due ore di pesca. Pessimissimo... Ed allora, per nutrire un po' di speranza e lenire l'arrapamento caduto insoddisfatto, ho lasciato canna, esche ed ammennicoli vari in auto, nutrendo la speranza di poter provare il giorno dopo. E così, fortunatamente, è stato.