mercoledì 8 marzo 2017

Cinque cose che un pescatore a spinning non deve mai dimenticare a casa

In questa prolungata astinenza dalla pesca attiva, in testa mi frulla un turbinio di variegati pensieri sulle situazioni affrontate in tutti questi lunghi anni di attività con la canna in mano e gli artificiali in tasca. E mi tornano a mente tutte quelle occasioni in cui ho sottovalutato la necessità di avere una determina "cosa" insieme a me.

Ebbene, affinché i posteri possano imparare dagli errori dei contemporanei, mi accingo a vergare di nero inchiostro elettronico una specie di hit parade di quello che è sempre bene portarsi dietro quando si parte per affrontare una piacevole giornata di pesca, in luoghi ricchi di pesci e lontani da casa, giornata che proprio a causa della mancanza di una di queste fondamentali "cose" potrebbe trasformarsi in una tragica avventura sullo stile Fantozzi.


5° posto: un coriaceo impermeabile
Non importa che sia estate, primavera, autunno od inverno. Fedeli alla fantozziana regola che la nuvola da impiegato può attendere anche quattordici mesi per manifestarsi proprio l'unico giorno delle vostre agognate ferie, i furbi pescatori devono essere sempre pronti ad affrontare la peggiore delle tempeste mai abbattutesi sulla terra, anche se il mitico Colonnello Bernacca avesse previsto un sole da spaccare pietre. Non abbiate alcun dubbio: partire da casa con il cielo azzurro ed il sole splendente equivale ad arrivare sul luogo di pesca sotto il diluvio universale!
Keeway, ponci, giacche tecniche, scegliete voi, ma portatevi dietro sempre qualcosa che vi possa proteggere con cura dall'acqua perché ad inzupparsi fino alle ossa ci vuole veramente poco.

giovedì 26 gennaio 2017

Niente pesca? Allora è il momento giusto per organizzare i propri artificiali

Oggigiorno capita sempre più frequentemente che si corra a pescare nei ritagli di tempo e che quindi si cerchi di sfruttare al massimo ogni minuto disponibile con l'artificiale in acqua. Questo alimenta un umana e comprensibile insofferenza verso la sistemazione della propria attrezzatura, occupazione che indubbiamente porta via tempo, con la conseguente favorevole base per la crescente confusione nel ricovero delle esche e della minuteria ad ogni fine battuta. E così tutti i nostri begli oggettini si accumuleranno in tasche, taschine ed insospettabili anfratti di borse, zaini, giubbotti e pantaloni.

Ma può anche capitare che si facciano follie negli acquisti senza poi utilizzare quanto comprato, ammassando nei cassetti della propria casa buste, scatoline e blister di ogni cosa. Ed allora, se proprio non si può andare a pescare (come sta accadendo al sottoscritto in questo periodo), è il momento perfetto per svuotare le tasche dei vestiti, aprire le ante degli armadi ed i cassetti dei comò per risistemare il proprio tessSSssoro di artificiali.
Una bella ammucchiata di artificiali
Lo spinning è per me una tecnica bellissima perché, oltre al piacere della pesca vera è propria, si può provare anche un certo godimento nell'acquisto compulsivo di centinaia di esche di ogni colore, materiale, forma e dimensione. Non parliamo poi delle nefaste conseguenze derivanti dalla malaugurata idea in cui il pescatore (sempre come il sottoscritto) inizi ad appassionarsi all'autocostruzione. 

Insomma, il rischio di trasformarsi in accumulatori seriali è veramente molto alto. E se uniamo a tutto questo una certa dose di disordine, cioè il ricovero di corsa di tutta l'attrezzatura alla "come viene, viene" ad ogni rientro in casa (io ne sono sempre un ottimo esempio), il rischio di ritrovarsi immersi in un casino monumentale è il meno che possa accadere.

martedì 10 gennaio 2017

Erano in ferie anche i pesci. Fortuna che c'è il nostro amico Calamaro

Eccoci al rientro dalle ferie (almeno per chi se le è potute godere) ed anche se la pesca a spinning in dicembre non è mai facile, spero che in molti vacanzieri si siano dedicati a questa bellissima passione. Personalmente, per avere qualche soddisfazione nella pesca in generale ed in particolare nello spinning con esche artificiali immerso nel freddo e gelido inverno, quando l'alta pressione è stabile ed il mare è limpido, mi dedico volentieri alla ricerca dei molluschi cefalopodi.
Ed anche in questa occasione ho fatto così, ricercando con successo il mitico calamaro.
Un bel calamaro vittima di un classico egi
In verità, dopo tre pomeriggi consecutivi di desolanti cappotti carpiati doppi dedicati rispettivamente al cavedano, al luccio ed alla spigola, per cercare di divertirmi sentendo almeno un essere vivente attaccato all'altro capo della lenza ho scelto, per il quarto ed ultimo pomeriggio libero, di dedicarmi all'eging, la tecnica di pesca specifica per i cefalopodi che negli ultimi anni ha preso sempre più piede tra gli spinningofili del nostro paese e che anche io ho iniziato ad apprezzare da due anni a questa parte.