giovedì 15 febbraio 2024

Ogni anno catturati fino a 2,2 trilioni di pesci selvatici. Ma la metà finisce... in pasto ai pesci

 Sapevate che la maggior parte del pesce catturato, ucciso e macellato non viene destinato alle nostre viziate pancine, ma... a quelle dei pesci stessi? Sembra una follia, ma invece è proprio così, perlomeno secondo lo studio delle organizzazioni Fishcount e Ciwf, riconosciute a livello mondiale, che hanno presentato delle precise statistiche a sostegno di questa (per me) sconvolgente verità.

Il Corriere della Sera riporta un interessantissimo articolo sulla questione, che consiglio a chiunque di leggere e che dimostra una volta in più quanto una seria educazione al rispetto degli esseri viventi del mare, pinnati (e non), sia diventata assolutamente indispensabile. Oltretutto il documento evidenzia come, nonostante sia noto che i pesci siano esseri senzienti, in grado di provare paura e dolore, quelli pescati vengono generalmente macellati senza essere stati precedentemente storditi e subiscano maltrattamenti durante e dopo la cattura (cit.). Solo a titolo d'esempio, si stima che siano necessari circa 440 pesci catturati in natura per nutrire un singolo salmone allevato. Vi sembra logico?

Milioni di quintali di pesci finiscono in bocca ai pesci stessi

Rendiamoci conto dell'inutile ed insensato spreco. E rendiamoci anche conto della sofferenza dei nostri amici pinnati, compagni di mille avventure di pesca. Da vero appassionato spero almeno che noi pescatori sportivi si abbiano a cuore le sorti degli abitanti del mare (e naturalmente dei fiumi, torrenti e laghi). Senza di loro la nostra passione non avrebbe alcuna possibilità di essere vissuta. Per questo non riesco a spiegarmi la reticenza di moltissimi pescatori verso il catch & release, ma questo è un altro discorso.

Allora che fare? Intanto potremmo, nel nostro piccolo, fare proseliti sulla necessità di una maggiore coscienza di quello che vuol dire pesca intensiva e cercare di favorire la diffusione, almeno sulle nostre tavole, di un pescato sostenibile. Evitiamo di favorire economicamente, attraverso la nostra spesa quotidiana, un industria della pesca insensata. Iniziamo invece ad orientare il nostro sguardo verso un consumismo cosciente e di coscienza. Se premiamo i prodotti etici, per le leggi di mercato i "non etici" dovranno scendere a più miti consigli.

Ne va del futuro del nostro pianeta e dei nostri figli.

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lunedì 29 gennaio 2024

Cecina, erosione della costa: «Il porto ha creato problemi enormi»

 Come recita un famoso detto popolare: "agli zoppi pedate negli stinchi!". Speravo di scrivere il primo articolo del 2024 dedicandolo a qualche bella cattura, invece siamo ancora qui a parlare di ambiente. A più riprese ho scritto di come noi pescatori si risulti mal visti dalla pubblica amministrazione e di come ci vengano sempre più preclusi luoghi e sempre più limitate opportunità di pesca. Ebbene, il porto di Cecina, oltre ad averci sloggiato dalla zona di foce, sembrerebbe addirittura dannoso per le nostre coste, già vittime dell'erosione da anni.

Almeno questa è la convinzione di Legambiente come riportato da questo articolo de Il Tirreno

Quindi, non solo ai poveri pescatori cecinesi (e non solo a loro) è stato precluso l'accesso all'interno dell'area del "nuovo" porticciolo per pescare, luogo che prima era invece a disposizione di tutti. Oltre a questo i cecinesi (pescatori e non) dovranno rimetterci anche come semplici cittadini perché l'erosione sta mangiando la spiaggia libera e la pineta.
Si direbbe cornuti e mazziati od anche becchi e bastonati. O no?
Speriamo che qualcuno prenda in mano la situazione e valuti con serietà ed accortezza massima quello che sta accadendo, prima che sia davvero troppo tardi.

E magari conceda nuovamente ai pescatori (e non solo a loro) di frequentare un luogo a loro ingiustamente sottratto, come ho scritto anche in questo mio accorato post.

Alla prossima.

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martedì 19 settembre 2023

A pesca con il "Tubo". Consigli spassionati sui video di pesca di YouTube

 Carissime pescatrici, carissimi pescatori, eccoci tornati dopo il caldissimo periodo estivo a parlare di pesca. Vi confesso che purtroppo questa estate è stata quella in cui credo di aver pescato meno in assoluto o comunque molto vicino al mio minimo storico. Temperature desertiche, stanchezza lavorativa, interdizione ai luoghi di pesca, impegni personali, insomma vari fattori hanno determinato il mio scarsissimo impegno con canna alla mano in questa lunga estate 2023. Ma siccome ho comunque voglia di scrivere due bischerate, prendendo spunto dell'ultimo post dedicato alla pescata con Five Baits vi segnalerò alcuni canali YouTube che mi sono guardato nelle afose serate passate sul terrazzo di casa, con una bella birra ghiacciata in mano, alla ricerca di un poco di refrigerio e soprattutto di un poco di pesca vissuta "per interposta persona".

Il primo canale che vi segnalo è proprio quello di Alessio e visto lo scorso post non poteva essere altrimenti. Con simpatia ed ironia diffonde agli appassionati italiani informazioni tecniche su procedure ed attrezzature per l'autocostruzione di esche, illustrando egregiamente i passaggi necessari ed i materiali indispensabili a crearsi in proprio gli artificiali per andare a pescare. E' proprio lui che in prima persona parte dal progetto, passa alla realizzazione ed infine all'utilizzo in pesca di quanto creato. E lo fa riuscendo a divertire lo spettatore. Il filmato che ho selezionato fa capire perfettamente la linea editoriale del suo canale. Bravissimo!

Altro youtuber italiano che ho apprezzato in questa caldissima estate è Andrea di Fishing & Biodiversity, un biologo marino appassionato di pesca che gira l'Italia e non solo in cerca di avventure alieutiche nuove e sfide sempre diverse con canna alla mano.