mercoledì 4 gennaio 2023

Iniziare a pescare a spinning: un sincero consiglio sulla prima canna ed il primo mulinello da acquistare.

 Iniziamo il nuovo anno con un argomento tra i più discussi nella pesca con esche artificiali: quale canna e quale mulinello devo acquistare per iniziare a pescare a spinning? Che ci si trovi in un negozio di pesca, che ci si trovi a lanciare in piedi su una scogliera, su un molo, su un argine o magari che si stia assistendo all'ennesimo video di Youtube, l'argomento "prima attrezzatura" riempie discorsi da bar e pagine digitali da anni. Chi ha letto i miei articoli scritti nel tempo sa già cosa ne penso in merito alla prima attrezzatura necessaria per pescare a spinning, visto che l'ho indicato molto chiaramente proprio nella guida per iniziare a pescare a spinning. Ma per chi si fosse appena imbattuto nel mio blog dopo una ricerca accurata tra le migliaia di pagine scritte sul web, di seguito darò nuovamente le indicazioni sull'attrezzatura che personalmente ritengo più sensata per coloro che vogliono acquistare (ed usare) una prima canna ed un primo mulinello da spinning per affrontare questa nuova, meravigliosa avventura.

Nello spinning la canna si tiene sempre in mano!

Per fare una cosa più precisa e maggiormente comprensibile, in questa occasione scinderò il mio suggerimento in due paragrafi, ovvero darò indicazioni per una prima attrezzatura da spinning valida per un assoluto novizio della pesca e successivamente per chi invece è già pescatore, ma pratica altre tecniche e vuole provare l'ebrezza della pesca con le esche artificiali. I primi, cioè coloro che non sanno assolutamente pescare, saranno necessariamente costretti ad affidarsi alle mie parole, mentre i secondi, avendo già cognizione di causa, con i miei suggerimenti potranno meglio orientarsi nella scelta della prima attrezzatura da spinning più consona alle loro effettive necessità.

Pronti? Partiamo.

venerdì 16 dicembre 2022

Pesca a spinning in inverno: forse conviene andare in letargo?

 Ci stiamo avvicinando a grandi passi al fatidico 21 Dicembre, ovvero il giorno che per tradizione sancisce l'inizio ufficiale della stagione più fredda dell'anno, per gli amici anche detta inverno. La natura rallenta i suoi ritmi, molti esseri viventi vanno in letargo ed a noi pescatori sorge il tradizionale dubbio esistenziale se valga effettivamente la pena patire il gelido freddo con canna alla mano per cercare di stanare un pesce, piuttosto che starsene comodamente in casa al calduccio, sorbendosi una bollente tisana tonificante, con il plaid sulle gambe e le babbucce ai piedi, di fronte al televisore od a Youtube per vedere pescare gli altri. E sono in moltissimi a cedere a tali lusinghe sussurrate dalla comodità casalinga. Così gli amici "pantofolai" per qualche mese dimenticano i pesci, le pescate e lasciano le attrezzature ad impolverarsi in cantina.

Inverno, roba da uomini duri
Faranno bene? Forse si. Sicuramente i mesi invernali mettano a dura prova il povero pescatore, anche il più avventuroso, sia per le condizioni atmosferiche generalmente avverse e sia perché molti pesci effettivamente diventano delle vere e proprie chimere. E lo diventano perché oggettivamente alcune specie non possono proprio essere pescate per i divieti vigenti (come il luccio o la trota) ed un po' perché l'attività di molti pinnati rallenta talmente tanto che diventa davvero difficile riuscire a convincerli ad attaccare le nostre esche. Senza contare che alcune specie pelagiche proprio se ne vanno migrando in zone più calde.
Chiudiamo quindi la partita con i pigri pescatori casalinghi vincenti 3-0 a tavolino? Abbandoniamo tutto in cantina e torniamo a pescare solo a primavera?

venerdì 18 novembre 2022

Il CATCH & RELEASE, la giusta filosofia di vita del pescatore moderno

 Cari lettori, dopo secoli dall'apertura del presente blog mi preme affrontare un argomento molto serio collegato alla pesca con esche artificiali (e non solo), anzi l'argomento principale di questo sport vissuto in modo moderno, ovvero il Catch & Release, che come tutti saprete significa rilasciare il pesce catturato (e se non lo sapete, studiate l'inglese!). Cercherò di scrivere scevro da dogmi e libero dalle costrizioni dovute al timore di offendere la sensibilità degli accaniti avversari o dei sostenitori fondamentalisti. In pratica scriverò quello che penso, come del resto ho sempre fatto in queste pagine virtuali.

Il simbolo identificativo del Catch & Release

Per affrontare seriamente l'argomento partirò dall'esperienza personale che ci racconta di un piccolo Darth Waders novello pescatore, il quale, seduto sul molo del porto, offriva ai gatti randagi che accorrevano sul luogo ogni forma di vita prelevata dal mare con la sua canna fissa da quattro metri. Praticamente rappresentavo la "morte nera" (colto il riferimento?) per castagnole, salpe, sparlotti, ghiozzi, bavose e qualsiasi altro pinnato avesse la sfortuna di incontrare il lato oscuro della pesca. In quegli anni, cioè nei favolosi anni settanta, il prelievo del pescato era cosa più che normale, indipendentemente da taglia o specie del pesce catturato. Nessuno ti diceva nulla ed anzi le mattanze dei piccoli pesci spesso preludevano a sostanziose zuppe per pranzo o cena.