Dopo alcuni post pubblicati sul blog specificamente dedicati alla pesca nelle mie zone, in questa singola pagina voglio scrivere qualche considerazione sulla pesca sportiva praticata a Cecina e nei suoi immediati dintorni, in modo tale che su internet rimanga una traccia ad uso dei pescatori che volessero venire a praticare questo magnifico sport nelle acque salate e dolci della mia ridente cittadina. Per chi non conoscesse Cecina e non avesse voglia di farsi una dettagliata ricerca sul web sulle potenzialità riservate alla pesca, posso dirvi che geograficamente la cittadina sorge sulle prossimità del mare, ha un fiume che scorre proprio accanto al centro abitato ed ha all'interno del proprio confine comunale alcune ex cave di inerti che sono diventate classici laghetti. Di fatto Cecina avrebbe tutte le caratteristiche per essere un vero e proprio paradiso della pesca.
Ebbene, oggi ne sono rimasti solo due. E questo è un primo sintomo di ciò che dirò.
E' pacifico che la drastica diminuzione dei negozi dipenda da molti fattori non strettamente collegati al mondo della pesca sportiva. Gli acquisti tramite internet, la crisi generale dei consumi, i costi della vita alle stelle sono sicuramente tra le concause, ma tale crollo di esercenti è comunque un segnale incontrovertibile che in questa zona il numero di appassionati è drasticamente calato.
Anche sul perché la pesca eserciti in generale un fascino inferiore rispetto al passato, qui a Cecina come altrove, si potrebbero scrivere trattati di sociologia, ma in un momento in cui internet stava rilanciando il settore grazie al lavoro di appassionati YouTuber, Cecina sembra che abbia comunque perso il treno del possibile rilancio per una serie di ragioni. Ma sto divagando. Torniamo al focus dell'articolo.
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| Black bass di una famosa cava cecinese ora interdetta |
Solita nutrita presenza anche nelle ex cave entro i confini comunali od in quelle poco più in la. In questi laghetti artificiali erano presenti i soliti amici ciprinidi, ma anche persici trota e lucci, predatori perfetti per far divertire gli amanti della pesca con esche artificiali. Ripensandoci, non saprei contabilizzare le ore felici che ho passato sulle sponde dei laghetti durante la mia gioventù, imparando a gestire al meglio le (poche) esche a mia disposizione. E come me molti altri pescatori, sia cecinesi che non, hanno frequentato queste acque nel corso degli anni. Pensate che, su una famosa rivista del settore dedicata specificamente alle esche artificiali, spesso apparivano foto scattate proprio nei laghetti conosciuti come "cave de La Magona".
Da quanto detto sin qui si capisce perché ho definito Cecina un paradiso della pesca. Passiamo ad oggi.
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| La vecchia foce del fiume Cecina |
Non è più così. E' un affermazione tranchant, ma è la realtà.
Nel tratto cittadino del fiume, con il lento ed inesorabile declino dell'A.P.S. Cecina e con lo sgombero forzoso degli anziani cecinesi che curavano il classico orticello vicino all'alveo, le sponde sono diventate pressoché inagibili perché invase da canne, rovi, arbusti e dai detriti che il fiume via via accumula con le piene, impedendo di fatto di praticare la pesca con canna alla mano. Questa situazione di abbandono ha però favorito la frequentazione di questi luoghi dei classici tipini poco raccomandabili, soprattutto nelle ore serali e notturne. Cosa che ha definitivamente allontanato i pochi pescatori che coraggiosamente frequentavano ancora le rive del fiume. E così ci siamo giocati anche il tratto cittadino del fiume.
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| Il giovane Darth Waders con un bel luccio di zona |
La fotografia, nuda e cruda, della pesca a Cecina è questa. Situazione che si aggrava ulteriormente pensando ad altre questioni connesse in modo indiretto alla pratica della pesca in questa zona. L'interdizione del lungo mare alle auto in quel di Marina di Cecina, a causa dell'installazione di una ZTL, ha precluso il facile accesso alla spiaggia per scaricare l'attrezzatura, cosicché un anziano non troppo in forma difficilmente riuscirà ad accedere ai pennelli o all'arenile per poter pescare. Inoltre il pompaggio sempre più spinto dell'acqua del fiume Cecina a fini industriali ed agricoli (tra l'altro molti metri cubi di acqua sono convogliati proprio dentro i laghetti de La Magona) riduce drasticamente la portata del Cecina, tanto che in estate molti tratti dell'alveo sono completamente asciutti, una cosa che influisce pesantemente sulla fauna ittica e sulla possibilità di avere postazioni di pesca usufruibili.
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| L'aspetto del fiume Cecina in estate |
Perciò, tornando alla domanda principale, cioè se Cecina è ancora un paradiso della pesca, l'unica risposta che viene da pronunciare è: NO! Purtroppo le scelte fatte dal comune in questi ultimi venti anni, naturalmente unite a varie concause, hanno influito negativamente sul settore pesca sportiva e per giunta tale negatività è stata amplificata da altri fattori congiunturali che sommandosi al comportamento delle istituzioni hanno portato alla triste realtà odierna.
Sto scrivendo queste righe a fine novembre 2025. Mi auguro sinceramente che nel prossimo futuro qualcosa cambi e chi leggerà questo scritto fra qualche mese possa darmi del bischero trovandolo esagerato. Sarebbe un buon segnale per il mondo della pesca a Cecina.
Comunque, detto questo, spendo le ultime parole di questa pagina per dirvi di non evitare Cecina. La pesca, benché resa più difficoltosa per le ragioni esposte fino ad ora, non è del tutto morta. Infatti sul blog ho indicato anche alcuni spot in cui vale ancora la pena provare, indipendentemente da quanto ho denunciato fino a qui. Le potenzialità ci sono ancora. Bisogna solo adattarsi all'idea che il paradiso di un tempo è (per adesso) perduto.
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